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Due lapidi per Corrado Alvaro e Libero Bigiaretti

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La targa in onore di Corrado Alvaro

La targa in onore di Corrado Alvaro – Foto di Alvaro Bigiaretti

La targa in onore di Libero Bigiaretti

La targa in onore di Libero Bigiaretti – Foto di Alvaro Bigiaretti
La cerimonia nel cimitero di Vallerano

La cerimonia nel cimitero di Vallerano – Foto di Alvaro Bigiaretti

La tomba di Corrado Alvaro

La tomba di Corrado Alvaro – Foto di Alvaro Bigiaretti

La tomba di Libero Bigiaretti

La tomba di Libero Bigiaretti – Foto di Alvaro Bigiaretti

Vallerano – Ieri, 6 settembre 2014, nel piccolo e suggestivo cimitero di Vallerano su suggerimento del gruppo archeologico Francesco Orioli al sindaco Maurizio Gregori che ha accolto entusiasta l’invito sono state poste due lapidi alla vecchia entrata che ricordano con un loro pensiero, gli scrittori Corrado Alvaro e Libero Bigiaretti opera e dono della ditta Marco Mizella di Carbognano (fotogallery).

L’Alvaro in modo inquietante sentenzia: “La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile” sempre più attuale un monito su cui riflettere ogni giorno nel nostro mondo dove alligna accanto alla disonestà proprio una sorta di disperazione strisciante.

Il Biagiaretti tuona con un suo rimprovero a noi uomini moderni:” Avete dilatato smisuratamente il vostro potere distruttivo, e l’area complessiva dei vostri cimiteri di guerra. Io voce della coscienza ho solo il compito di richiamarti alla scelta del tuo vivere, ai tuoi limiti”.

E’ gentilmente intervenuto lo scrittore di origini valleranesi Giorgio Nisini vincitore del premio Corrado Alvaro nel 2008 che traccia un breve il profilo dei due scrittori e ipotizza la motivazione che fece loro scegliere Vallerano.

“Credo che qui a Vallerano sia l’Alvaro che Bigiaretti abbiano trovato l’atmosfera morale giusta per la loro scrittura – ha detto Nisini -. Venivano da due piccoli paesi l’Alvaro da San Luca nel cuore dell’Aspromonte calabrese, Bigiaretti da un piccolo paese del marchigiano Matelica, entrambi sono andati nella grande città Roma. Vallerano ha rappresentato per loro un po’ un ritorno alle origini, a un paradiso perduto della loro infanzia, forse qui ritrovavano quell’atmosfera più intima, più paesana nel senso più positivo del termine, che ricordava la loro infanzia”.

“Due lapidi oggi dedicate a loro, secondo me, è un atto dovuto – ha continuato – sebbene tardivo. Ma questo non ha importanza. E’ anche un modo per valorizzare Vallerano e questo cimitero. Sono stati in maniera diversa due autori importanti del ‘900”.

Erano presenti all’inaugurazione i signori Rovere è loro la casa Alvaro-Biagiaretti che custodiscono come un museo di cultura, il sindaco Maurizio Gregori, Marco Mizzella, il presidente dell’associazione culturale Europea Francesco Orioli, Ludovico Pacelli, di cui mi onoro di far parte, che ha dedicato un corposo omaggio a Corrado Alvaro nel Periodico L’Orioli numero 5.

E ancora Raul Poleggi che rappresenta la memoria storica vivente di Vallerano che ha conosciuto l’Alvaro, il maestro Beniamino Serafini con sua moglie Silvana che ha conosciuto bene i Biagiaretti diventando loro amici e una piccola folla di Valleranesi.

Massimo Fornicoli

 

 

 


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