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| Prodi/Guzzanti e il semaforo |
Viterbo – Mettetevi l’anima in pace: Viterbo è senza sindaco… E quindi rimbocchiamoci le maniche e facciamo tutto senza contare sul primo cittadino. Risolviamo i nostri problemi da soli. Come sempre. Evidentemente un sindaco che sia tale non ce lo possiamo permettere, vista anche la storia degli ultimi decenni.
E pensare che quest’anno di cose da fare un sindaco, che fosse stato sul pezzo, ne avrebbe avute proprio tante. Anche più degli altri anni. Ma il principe ereditario Michelini no, non ha fatto nulla. Non ha mosso un dito o, se l’ha fatto, i risultati proprio non si sono visti.
Partiamo dall’inizio. Dalla cosa più importante che contraddistingueva il trasporto di Fiore del cielo di quest’anno: il riconoscimento Unesco. Un traguardo di caratura mondiale, un vero successo che dà ancora più lustro alla macchina di santa Rosa e che, va da sé, dovrebbe rendere la manifestazione più spendibile anche fuori Viterbo. Oltre le mura. Ma il sindaco nulla. Alla maniera di Prodi/Guzzanti lui sta lì ferrrrmo! Immmmobile! Tranquilllo! Calllmo! Come un semaaaforo!
Ha funzionato, invece, anche per questa festa di Santa Rosa il Sodalizio dei facchini. Prima con le cene a piazza San Lorenzo, con la magica sorpresa di Ron e migliaia di persone arrivate da ogni dove. Poi con un trasporto veramente straordinario, impeccabile e unico. Degno del riconoscimento arrivato dall’Unesco.
I facchini hanno tirato fuori dal cilindro un’idea geniale e coraggiosa: riportare la macchina in via Marconi. Un’esperienza già fatta 62 anni fa senza successo. Ma che questa volta ha centrato l’obiettivo. Perché la macchina, per una serie di ragioni, non è sparita affatto, come raccontavano i nostri genitori, ma è passata trionfante e maestosa in via Marconi.
Tutto è stato perfetto e il trasporto del 2014 è entrato davvero nella storia. Come dire bravissimo Mecarini che ha avuto l’idea e bravissimo il capofacchino Rossi che ha portato a termine un trasporto difficile da tutti i punti di vista. Un trasporto fatto a tambur battente. Senza sbavature. E bravissimi i facchini tutti che hanno trasportato la macchina non senza le incognite del caso.
Tutto questo nonostante il sindaco Michelini. Che si è dimenticato perfino del riconoscimento dell’Unesco. A giudicare dai cartelloni affissi in città. I manifesti che annunciavano il passaggio della macchina di santa Rosa avevano in bella vista infatti solo due loghi: quello del comune e quello della regione. Nessuna traccia dell’Unesco, nemmeno per sbaglio.
Eppure pochi giorni prima del fatidico 3 settembre era stata addirittura organizzata una conferenza stampa di presentazione a Roma. Nel cuore pulsante della capitale, al cospetto di sua maestà eccellentissima il presidente della Regione Lazio Zingaretti. Che tanto ama la Tuscia e tanti regalini fa alla Tuscia.
Risultato? Zingaretti il 3 settembre a Viterbo non si è visto. Probabilmente aveva altro da fare o, forse, non gli andava di rifare di nuovo la strada che nemmeno una settimana prima lo aveva portato qui, in occasione della festa dell’Unità. Del resto raggiungere la città dei papi da Roma è un’odissea: tra buche sull’asfalto e treni in perenne ritardo non ne vale proprio la pena. Ma questa è un’altra storia…
Chi, invece, magari anche da più lontano di Roma, ha deciso comunque di venire per godersi lo spettacolo di Fiore del cielo, ha rischiato di tornare a casa con i vestiti sporchi e da buttare. Eh sì perché i sedili delle tribune di piazza del Teatro erano in condizioni pietose: macchiati e polverosi fino all’inverosimile. Con presenze di muschio, come hanno fatto notare i lettori di Tusciaweb.
Ma c’è ancora di peggio. Perché Michelini non solo non ha saputo far montare seggiole pulite per gli ospiti di piazza Verdi (che hanno sborsato 32 euro a testa), ma è anche riuscito a non far vedere quasi nulla ai disabili che sedevano a piazza Fontana Grande. Chissà forse non se ne è neanche accorto di come e dove erano state installate quelle tribune per i diversamente abili.
Infine il capolavoro delle diretta che non c’è stata. Incredibile. Non si ricorda un precedente. In un modo o nell’altro su qualche canale la diretta c’è stata. Quest’anno non abbiamo fatto vedere la macchina neppure a Soriano e Vetralla. Con migliaia di cittadini che per giorni telefonavano in redazione per sapere dove si sarebbe vista la diretta. E dal comune nessuna informazione corretta. Unico modo per vedere la macchina lo streaming sul web. Ma va ricordato che i numeri delle televisioni nazionali per ora non sono paragonabile al web.
E dire che lo slogan della campagna elettorale di Michelini era “Oltre le mura”. Neppur a Ponte di Cetti è arrivato invece. Una vera vergogna. Una occasione persa. Un sindaco che non porta a casa neppure il risultato minimo della diretta per Santa Rosa, dovrebbe riflettere sulla propria utilità.
E si badi bene, la diretta della macchina non è solo una questione di orgoglio ma un pezzo di economia che viene penalizzata. Punto.
Ultima chicca. Forse i lettori non sanno che questo sindaco non va disturbato. Voi gli telefonate e lui non risponde. Mai o quasi mai. Ah già, forse è impegnato a risolvere il problema arsenico, quello dei rifiuti, delle buche sulle strade, della sanità, dei pendolari e via discorrendo. E allora non va disturbato. Non ha tempo di rispondere al povero cronista che osa disturbarlo per sapere e per capire. Magari di domenica…
E sì perché qualcuno deve aver fatta sua la lezione del marchese del Grillo che spiegava al popolaccio romano: “Io so io e voi non siete un cazzo”.
Lupo Solitario


