Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo – Ad oggi si ignorano i contenuti emersi dalla riunione a porte chiuse del 4 settembre tra il responsabile della cabina di regia della sanità del Lazio, Alessio D’Amato, il subcommissario alla sanità, Renato Botti, il direttore Flori Degrassi, il sindaco di Acquapendente Alberto Bambini, il commissario straordinario di Viterbo, Luigi Macchitella e la direttrice dell’Ares 118, Maria Paola Corradi.
I numerosi comunicati stampa pubblicati al termine dell’incontro hanno provato a diffondere notizie incoraggianti sul futuro della struttura sanitaria aquesiana con il suo riconoscimento tra le zone svantaggiate.
Il presidente Zingaretti dichiara: “si è deciso di proporre al ministero della Salute e al Mef, di inserire Acquapendente tra i presidi di area disagiata come regolamentato dagli standard approvati dalla conferenza stato-regioni…” Quindi Acquapendente non è stata ancora riconosciuta zona disagiata!
Magicamente si dichiara che sarà realizzato l’elisoccorso! Sveglia: questo c’è già. Il problema è che dopo due anni non sono stati ancora rimossi i tralicci dell’Enel limitrofi, che ne hanno impedito l’ utilizzo per ben due anni. Una domanda nasce spontanea: se avessimo avuto, a partire dal settembre 2012, un elisoccorso operativo anche di notte, quante vite in più avremmo potuto salvare? La risposta ce la devono dare i responsabili.
I consiglieri della regione Lazio Enrico Panunzi (PD) e Daniele Sabatini (NCD) definiscono l’ esito dell’ incontro un buon risultato: entrambi sono favorevoli per stipulare un accordo con l’Umbria, in particolare con l’Asl di Terni, in modo da garantire, in caso di necessità, servizi immediati e efficienti. La regione Lazio si svende alla regione Umbria, l’unica a guadagnarne, insieme all’Ares, in termini economici.
Ci chiediamo se in questo accordo interregionale è previsto anche il rimborso spese per gli utenti dell’Alta Tuscia, i protagonisti di questo esodo passivo.
Ai due consiglieri regionali inoltre vorremmo dire una cosa: attenzione ai giochi di parole. Continuate a ripetere che non è tanto importante come chiameremo la struttura. Il nome che sarà dato alla struttura sanitaria aquesiana è importante, perché ne definisce le esatte funzioni. Il Ppi (punto di primo intervento) non ha le stesse funzioni di un pronto soccorso, che non può operare senza un ben definito e dedicato supporto medico-strumentale (anestesista, chirurgo, cardiologo, breve osservazione, reparto per acuti, laboratorio analisi, ecc.).
Anche il movimento 5 stelle il 4 settembre era a Roma e si è incontrato con i consiglieri portavoce regionali del movimento cinque stelle Davide Barillari, Devid Porrello e Gianluca Perilli, con la task force Sanità M5S e con lo staff legale in merito al futuro del nostro ospedale per preparare il ricorso al Tar, prendendo in considerazione anche ulteriori responsabilità di natura penale da sottoporre all’ attenzione dell’autorità giudiziaria competente.
Movimento 5 stelle Acquapendente ed Alta Tuscia
