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Viterbo – Prima udienza ed è già scontro frontale.
Non sarà una passeggiata l’incidente probatorio per la querelle Ugo Gigli- Angela Birindelli.
Stamattina, quello che doveva essere un semplice affidamento di un incarico a un perito, si è trasformato in una discussione in aula di oltre un’ora.
Il pm Renzo Petroselli ha avanzato una serie di eccezioni formali. “Obiettivo: paralizzare l’incidente probatorio”, secondo l’avvocato Pierfrancesco Bruno, che difende Gigli insieme al collega Enrico Valentini.
Il direttore dell’Ater è sotto inchiesta per abuso d’ufficio, diffamazione, falso materiale, soppressione di documenti e calunnia. Oltre a lui, la procura di Viterbo ha indagato anche il direttore di area tecnica Valentina Fraticelli, con l’ipotesi di abuso d’ufficio.
L’inchiesta nasce dalla guerra a suon di denunce tra Gigli e l’ex assessore regionale Angela Birindelli, fino a poco tempo fa impiegata all’Ater come ingegnere.
Birindelli sostiene di essere stata autorizzata dal direttore ad assumere una serie di incarichi esterni. Per Gigli, invece, è il contrario: quegli incarichi non erano autorizzati. La partita si gioca sulle carte. E, in particolare, sulle firme: per la difesa di Gigli, quelle del direttore, apposte sulla certificazione esibita in procura dall’ingegnera, sono false.
Per dimostrarlo, gli avvocati hanno fatto eseguire due consulenze grafologiche, che parlano di copia-incolla. Ma la procura è andata avanti, chiudendo l’inchiesta e inoltrando gli avvisi agli indagati. Che hanno chiesto l’incidente probatorio sulle firme. Vale a dire, una perizia in contraddittorio, con un grafologo incaricato dal tribunale e i consulenti di difesa e accusa. Ma il pm non sembra convinto e il gip Franca Marinelli ha preso tempo per analizzare la valanga di eccezioni cui le difese hanno replicato.
Altro problema, la mancata notifica alla parte offesa, Angela Birindelli che stamattina non era presente.
Se ne riparla tra una settimana.






