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Pestato e finito in coma, ora deve pagare le cure

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Andrea Nardi, il ragazzo aggredito a Ibiza

Andrea Nardi, il ragazzo aggredito a Ibiza

L'avvocato Daniele Mandula

L’avvocato Daniele Mandula

Doctor Fleming avenue, la via del locale a Ibiza

Doctor Fleming avenue, la via del locale a Ibiza

Nepi – Quarantamila euro di spese che la Asl non ha pagato e che ora potrebbe dover versare di tasca sua.

Le disavventure di quella brutta vacanza in Spagna non sono ancora finite per Andrea Nardi. Il 20enne di Nepi, pestato in strada a Ibiza mentre passeggiava con gli amici, combatte ancora con i postumi di quella notte terribile, quando finì in coma al Policlinico del Rosario.

L’ospedale spagnolo, adesso, pretende da lui 40mila euro. “Il mio cliente è stato condannato al pagamento di questa spesa sanitaria – afferma l’avvocato della famiglia Nardi, Daniele Mandula -. Noi ci siamo opposti alle richieste della clinica per guadagnare tempo. Fatto sta che l’ospedale ha un titolo esecutivo nei confronti di Andrea che ha la tessera sanitaria e avrebbe diritto al pagamento delle prestazioni da parte della Asl competente”.

La difesa del ragazzo è pronta a far causa alla Cittadella della salute viterbese. Il fronte civile è quello più caldo. Ma il risvolto penale è altrettanto pesante.

L’autorità giudiziaria spagnola identificò l’aggressore in Dean Northwood, ventenne inglese di Chertsey. Sarebbe stato lui a sferrare il violento cazzotto che ha atterrato Andrea nell’aprile di due anni fa, facendogli sbattere violentemente la testa. Un knock-out in piena regola, anche se se ne parlava poco fino a due anni fa. E’ la moda di colpire la prima persona che passa per la strada, lasciandola a terra priva di sensi e, a volte, senza vita. Andrea ci andò vicino. Nel suo caso, la differenza è che è stato vittima di una scommessa: il gruppetto di inglesi cercava proprio un italiano da colpire e atterrare.

I medici della clinica del Rosario oggi gli presentano il conto per avergli salvato la vita all’epoca, con una serie di interventi neurochirurgici delicatissimi. Per Northwood, fu spiccato un mandato di cattura internazionale e aperto un fascicolo per tentato omicidio. L’accusa, attualmente, è ancora questa, ma gli atti sono tornati al pm per formulare il capo di imputazione. I magistrati spagnoli potrebbero conservare l’ipotesi di reato iniziale o alleggerirla in lesioni. Dopodiché il fascicolo passerebbe alla parte civile che, in Spagna, esercita l’azione penale tanto quanto la procura.

“Formuleremo anche noi il capo di imputazione, che potrebbe anche divergere da quello della magistratura – spiega l’avvocato Mandula -. Northwood ha comunque confessato. Dopo un periodo di detenzione in Spagna e l’obbligo di firma, è tornato in libertà. So che si è sempre reso disponibile a comparire davanti all’autorità giudiziaria spagnola. Ha detto che è stato un incidente, non ce l’aveva con Andrea e non aveva intenzione di uccidere. Parliamo comunque di un fascicolo che, al momento, è per tentato omicidio”.

La parte civile è intenzionata a chiedere un risarcimento non inferiore a un milione di euro. Ma i tempi del processo penale sono lunghi, soprattutto per la transnazionalità del caso. E intanto, su Andrea, unica vittima di tutta questa storia, pende l’incudine della causa civile.


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