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“Piani, forme, metafore”, al via la mostra di Alberto Pontani, Mario Vinci e Piero Calamai

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Una veduta di Viterbo dall'alto

Una veduta di Viterbo dall’alto

Viterbo – A corollario delle festività viterbesi 2014 in onore di Santa Rosa, gli artisti dilettantistici aquesiani Alberto Pontani, Mario Vinci e Piero Calamai presentano presso la Galleria Chigi la mostra collettiva dal titolo “Piani, forme, metafore”.

Organizzata dal curatore artistico Silvano Bonini insieme all’associazione culturale “Backup Cult” sarà visitabile fino a sabato 13 settembre dalle 10 alle 13.00 e dalle 15 alle 18.30.

L’architetto e pittore Alberto Pontani nato ad Acquapendente si trasferisce a Viterbo dove frequenta il Liceo Scientifico e successivamente a Roma dove si laurea in Architettura. A Friburgo presso l’Istituto Tecnico Superiore si specializza in architettura civile e poi a Ferrara frequenta un corso di arredamento.

Per molti anni ha lavorato a Viterbo come progettista e design in un noto studio di ingegneria. Oggi lavora come architetto ad Acquapendente nel proprio studio professionale di new-architettura. Ha esposto alla galleria “Il Caminetto” di Roma, mostra di arti visive settembre-dicembre 2002 Taiwan (Cina), Vitarte mostra mercato nazionale di arte moderna e contemporanea a Viterbo, Galleria Cavour Bolsena, ex Granai famiglia Orsini Pitigliano, Galleria “Falsacappa-Benci” Acquapendente, Palazzo Farnese Gradoli, Palazzo Vescovile Acquapendente.

Lo scultore e ceramista Mario Vinci ha lavorato e vissuto in Germania, Sud Africa e Stati Uniti. Nel 1950 lavora nella bottega di ceramica di Elia Rosa. Nel 1953 ha collaborato a Roma con lo scultore bulgaro Assen Pelikov e nel 1961 a Boston nello studio di George Tirone prima di rientrare nella sua bottega di Acquapendente. Lo scultore e ceramista Piero Calamai predilige per le sue opere la creta e la terracotta come materie da plasmare da metafore arcaiche e racconti del reale.

Le sue sculture raffigurano l’ironia ed il grottesco: personaggi con occhi accigliati, con bocche spalancate che simulano grasse risate, alcuni con atteggiamenti mesti e sofferenti altri sicuri e spavaldi nell’affrontare il tortuoso cammino della vita. Un artista che all’interno della sua bottega aquesiana riesce a trasferire i sentimenti umani su terracotta e creta, con grandi risultati.


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