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“Polizia stradale a corto di auto”

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Una pattuglia della polizia

Una pattuglia della polizia 

Viterbo – (p.p.) – “Polizia stradale a corto di auto”.

Enzo Troncarelli, segretario generale del Siulp Lazio, lancia l’allarme. Dopo la denuncia per la politica dei tagli alla sicurezza con la soppressione dei presidi di polizia, il sindacato di polizia Siulp torna all’attacco.

“C’è una carenza di macchine – spiega Troncarelli – e soprattutto le auto con i colori istiruzionali sono insufficienti. Basti pensare che durante l’ultima pioggia che si è abbattuta in provincia, sulla Supestrada, la situazione era fuori controllo e e la presenza della polstrada era necessaria, tanto che poi il tratto è stato chiuso per diverso tempo.

In quell’occasione, è dovuta partire un’auto civetta per dare il cambio ai colleghi, visto che non c’erano macchine d’istituto con lampeggianti e display di rallentamento, per fare la pattuglia. E’ sconcertante. Sconcertante perché in certe condizioni meteo è necessario bloccare la strada per evitare incidenti e noi non avevamo i mezzi per farlo”.

Spesso le  vetture della polizia stradale sono ferme perché in pessime condizioni. Inoltre quelle civetta non hanno il logo del corpo e sono difficilmente riconoscibili. “E’ un rischio per la circolazione e un pericolo per l’operatore stesso. La mancanza di auto dipende da diversi fattori tra cui il fatto che il ministero degli interni non le rifornisce, probabilmemte, perché preferisce spendere i soldi in altri settori. Fatto sta che le macchine non ci sono”.

Il sindacato resta sul piede di guerra. “Abbiamo fatto diverse manifestazioni – continua Troncarelli -, ma nonostante ciò il dirigente del comartimento della polizia stradale del Lazio si ostina a mandare i colleghi in moto a fare pattuglia sull’autostrada, mettendo in pericolo l’incolumità dei colleghi stessi non avendo, con questi mezzi, gli strumenti a salvaguardia della loro persona e anche di chi viene controllato e fermato. Le risorse a disposzione vanno gestite meglio. Aspettiamo le risposte del dipartimento di pubblica sicurezza e solo dopo vedremo come andare avanti”.


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