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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Finirà domenica 21 settembre l’ottava edizione di Some prefere cake, festival internazionale di cinema lesbico, organizzato da Fuori campio lesbian group, in corso a Bologna.
Per questa edizione la direttrice artistica, Luki Massa, e Marta Bencich hanno scelto come volto dell’evento il volto di Ruby Rose, modella e attrice per Mtv Australia dichiaratasi lesbica all’età di 12 anni: un inno alla visibilità e all’autodeterminazione in un paese in cui ancora oggi moltissime lesbiche percepiscono di dover nascondere il proprio desiderio e la propria sessualità.
La rassegna è stata interamente dedicata alla scrittrice afro-caraibica Audre Lorde, “Nera, lesbica, guerriera, femminista, poeta e madre” come lei amava definirsi, poiché, quest’anno, le sue opere sono state tradotte e pubblicate in Italia.
In questa edizione di Some prefer cake sono in programma 46 film, di cui 23 prime nazionali e 10 lungometraggi narrativi che propongono un mosaico di ritratti di lesbiche e donne straordinarie che hanno segnato il pensiero e la cultura degli ultimi decenni.
Dal docu-film della scrittrice francese Violette Leduc, alla prima italiana di The words of Bernice Bing dedicato alla pittrice cino-americana Bernice Bing. Da Beauty in Truth, il racconto della vita della scrittrice afroamericana Alice Walker, prima donna nera ad aver vinto il Premio Pilizer con Il colore viola, al documentario, con la la narrazione delle battaglie, dell’attivista femminista parigina Thèrèse Clerc in Rebel Menopause.
Fitto il calendario di proiezioni in programma, che prevede l’alternarsi di documentari, film d’animazione, horror e fiction, con una retrospettiva dedicata alla produzione argentina, primo paese dell’America Latina a legalizzare le nozze gay, composta da due storie firmate dalla regista Liliana Paolinelli (Lengua materna e Amar es bendito) e il documentario dedicato al gruppo punk femminista Kumbia Queers.
Ta le ospiti internazionali che partecipano: Esther Hoffenberg, regista di Violette Leduc: la chasse l’amour, Boel Westin, biografa di Tove Jansson e autrice, tra gli altri, del recente volume Tove Jansson. Life, Art, Words; Adele Tulli, giovane regista vincitrice nel 2011 del premio per il Miglior documentario al Torino Gay&Lesbian Film Festival, per la proiezione della sua ultima opera Rebel Menopause.
Il cinema di via dello Scalo ospiterà anche la mostra fotografica Corpovisione di Sandra Nastri. Il progetto fotografico dell’artista campana riunisce un insieme di lavori realizzati nell’arco di circa dieci anni, il cui obiettivo d’indagine è il corpo inteso come “tessuto” su cui è scritta la storia di ognuna di noi.
Senape Vivaio Urbano in via Santa Croce 10 ospiterà invece le due mostre Non sono questi i problemi, con le tavole originali dell’omonimo blog di Ràn che raccontano storie di lesbiche a sorrisi, tra cui una creata ad hoc per il festival, e Romantic Love Doesn’t Exist, opere grafiche di Barbara Fragogna.
Emanuela Dei

