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“Un trasporto che entrerà nella storia”

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Santa Rosa 2014 – Il raduno dei facchini al palazzo papale

Santa Rosa 2014 – Il raduno dei facchini al palazzo papale

Santa Rosa 2014 – Il raduno dei facchini al palazzo papale

Santa Rosa 2014 – Il raduno dei facchini al palazzo papale

Michelini, rossi e Mecarini

Michelini, rossi e Mecarini

I facchini di santa Rosa sfilano

I facchini di santa Rosa sfilano

Massimo Mecarini e Patrizia Nardi

Massimo Mecarini e Patrizia Nardi

Gianni Bonazzi  e Leonardo Michelini

Gianni Bonazzi e Leonardo Michelini

Laura Belardinelli

Laura Belardinelli

Raffaele Ascenzi

Raffaele Ascenzi

Viterbo – C’è un trasporto straordinario da portare a termine e i facchini di santa Rosa anticipano il raduno alle 13 (fotocronaca slide).

Tutti di nuovo al palazzo dei Papi. Ma le lancette indietro di un’ora provocano un colpo di scena.

Al giro delle sette chiese, arrivati a sant’Angelo in Spatha a piazza del Plebiscito, le porte sono chiuse (fotogallery: I facchini trovano sant’Angelo in Spatha chiusa – slide – Il giro delle sette chiese – slide).

Momento di smarrimento, poi il presidente Mecarini e il capofacchino Rossi la prendono a ridere e vanno a bussare al portone, finché il sacerdote non arriva e fa entrare tutti.

Per rimanere nella tabella di marcia, già alle 12.50, tutti a piazza san Lorenzo. Ci si saluta, si scambiano quattro chiacchiere, qundi si passa nella sala del Conclave.

Alle 14.25, il via al raduno. Quest’anno pieno di sorprese e come si vedrà poco dopo, anche con un fuoriprogramma.

C’è la mascotte, Federico Moretti, che li segue nel giro delle sette chiese e un ciuffo onorario, Stefano Conversi, con loro accanto alle autorità.

Quest’anno, novità pure nello staff medico: entrano Lucarini, Lanzetti e Laura Belardinelli. Prima donna a fare il suo ingresso nel Sodalizio.

“Ringrazio tutti – dice – per la calorosa accoglienza che mi è stata dimostrata, facendomi sentire a casa”.

Ci si prepara tutti, ognuno nei propri ruoli, a un trasporto straordinario. La sala accoglie facchini già concentrati e con il pensiero a stasera alle 21.

“L’aggiunta del percorso su via Marconi – spiega Mecarini – sarà una fatica e un sacrificio non indifferenti che per ora non pensiamo di ripetere. Un passaggio trionfale.

Il gesto che andrete a compiere entrerà nella storia. E’ stato effettuato 62 anni fa e chissà quando succederà di nuovo”.

Non ci sono dubbi nemmeno per il capofacchino Sandro Rossi.

“Non ho il minimo dubbio – sostiene Rossi – lo leggo negli occhi di ognuno di voi. Ci siamo visti molte volte in questi giorni. Il tratto aggiuntivo sarà uno sforzo ulteriore che faremo. Una bella cosa e come tutte le cose benne non si ripetono. Almeno fin quando ci sarò io non si rifarà”.

Poco prima aveva incitato i facchini anche presidente emerito Lorenzo Celestini. “Un trasporto che entrerà nella storia – spiega Celestini – il primo dopo il riconoscimento Unesco e con un cambiamento di tragitto unico, voluto dal Sodalizio”. Quindi conclude come ha fatto tante volte da presidente del Sodalizio: “Evviva santa Rosa”.

La sala risponde tutta d’un sentimento.

Gianni Bonazzi del MIbac consegna gli attestati Unesco, mentre il prefetto Scolamiero chiede se tutti conoscono il significato della parola facchini. Il presidente Mecarini è preparato. Le sa tutte.

“E’ una curiosità che mi sono posta – dice Scolamiero – ovunque, chiamando qualcuno facchino, è un termine poco qualificante. Qui a Viterbo siete invece riusciti a cambiare anche il significato del termine”.

Per il vescovo Fumagalli, invece, lo spirito del tre settembre dovrebbe durare tutto l’anno. “Rimango stupito – dice Fumagalli – da come la città sia unita e santa Rosa faccia da collante. Sogno un clima simile tutto l’anno, con lo stesso cuore, ogni domenica la stessa partecipazione a messa di questi giorni, la stessa solidarietà e lo stesso coinvolgimento”.

Il sindaco Michelini ricorda il riconoscimento Unesco, che fa di Viterbo, almeno per un giorno punto di riferimento modiale. “Un riconoscimento che non è stato dato per regalo”.

Mentre Marcello Meroi, presidente della provincia, dopo diciotto trasporti in veste istituzionale, dal prossimo anno seguirà la Macchina da normale cittadino.

“Vi voglio ringraziare uno a uno – osserva Meroi – perché sono stati i momenti più belli della mia vita amministrativa”.

Fra gli ospiti al raduno c’è anche Patrizia Nardi, responsabile della rete della macchine a spalla. Il consigliere comunale Sergio Insogna consegna ai facchini il premio Faul per i meriti sportivi conseguiti sul campo, anzi sul tragitto, quindi è tempo di partire.

C’è già un primo trasporto. Ogni facchino con la sua sedia, da portare fuori dalla sala del Conclave.

Foto di rito sulla scalinata di palazzo dei Papi, quindi inizia il giro delle sette chiese.

Prima tappa santa Giacinta, con le tradizionali foglie come portafortuna, santa Maria Nuova, dove oltre all’evviva a santa Rosa, c’è pure quello al santissimo Salvatore.

Quindi sant’Angelo in Spatha, dove il corteo deve attendere un po’ prima di poter entrare, la sosta al monumento ai facchini e la deposizione della corona ai Caduti.

E’ la volta della Trinità, san Francesco, quindi al ritiro ai Cappuccini. Per rilassarsi, fare merenda.

Poi si riparte. A prendere la Macchina di santa Rosa.

Giuseppe Ferlicca

 


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