Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Viviamo nel centro storico, a Viterbo. Per scelta e felicemente, all’interno di un edifico in via Sant’Angelo. Per l’esattezza al civico 7. A ridosso di piazza del Comune, proprio davanti a palazzo dei Priori – sede dell’amministrazione comunale – tra la chiesa di sant’Angelo e la banca. Alle nostre spalle palazzo Gentili, residenza – in tal caso – della provincia di Viterbo.
È bene innanzitutto sottolineare che via Sant’Angelo è conosciuta ai più come “il pisciatoio”, termine usato da diversi passanti che, per dare indicazioni ai loro interlocutori, usano proprio questa espressione.
“Mi trovo al pisciatoio”, capita spesso di sentire. Difficile infatti dargli torto. Sono infatti mesi che, non solo nel fine settimana, tanti si divertono a “pisciare”, vomitare e fare i loro bisogni in tutti gli angoli della via, compreso il portone di casa. Sono mesi che non si resiste più per la sporcizia che tutte le sere troviamo davanti casa al nostro rientro. La via, dal punto di vista igienico sanitario, fa letteralmente schifo.
Ma non è tutto. Via Sant’Angelo è di fatto un parcheggio dove manca solo il parcheggiatore “abusivo” poi siamo al completo. A via Sant’Angelo non c’è una luce e questa estate, probabilmente a causa dei piccioni, sono arrivate anche le zecche. E quest’ultime entrano in casa. Molto probabilmente dai tetti, dove i piccioni fanno uova e nidi. Ne abbiamo trovate diverse, in poche settimane.
E’ bene sapere che la zecca del piccione, cosiddetta Argas reflexus, “attiva solo durante la stagione calda con un picco a metà estate”, non solo può resistere fino a sette anni senza nutrirsi, ma negli esseri umani – si legge su internet – “con la puntura e l’introduzione di tossine secrete con la saliva, provoca lesioni eritemato-papulose, reazioni allergiche sia a livello cutaneo (orticaria) e mucoso (angioedema) sia a livello respiratorio, gastrointestinale, cardiocircolatorio sino allo shock anafilattico”.
Infine, via sant’Angelo è diventata “ufficialmente” un bivacco. Non per le giovani coppie alla ricerca di un angolo appartato, sempre benvenute, ma per ubriachi e altro genere di soggetti che poi si dilettano in bravate di ogni tipo: dal campanello suonato a ripetizione in piena notte (ma questo è il minimo) a veri e propri danneggiamenti ai motorini, dal vomito ai bisogni di ogni tipo e dimensione, fino a veri e propri festini notturni. Al punto che si ha timore persino a ritornare a casa.
Tant’è vero che alcuni residenti, dopo una certa ora, sono costretti a farsi riaccompagnare da amici o conoscenti. E più di una volta si è rischiato di venire alle mani…perché non fa piacere a nessuno – anzi fa decisamente “incazzare” – trovare gruppi di persone fare a gara a chi, a suon di “pisciate”, becca il portone di casa. Soddisfazione più grossa – ovviamente – per chi prende in pieno le maniglie.
Che fare? All’amministrazione comunale di Viterbo, che fra l’altro risiede a due passi, l’ardua risposta.
Residenti di via Sant’Angelo








