Viterbo – Le elementari di Villanova al Pilastro? Forse. Ma non domani.
L’accorpamento della primaria di via Grispigni alla scuola di via Alessandro Volta fa parte del piano di dimensionamento scolastico pensato dal comune.
Una proposta che, per ora, resta tale. “Non è ancora passata in giunta – spiega l’assessore alla Pubblica istruzione Raffaella Valeri -. Prima dovrà essere approvata la delibera di giunta, che passerebbe poi al vaglio di Provincia e Regione”. Solo a quel punto gli alunni delle elementari di Villanova traslocherebbero al Pilastro. Sicuramente non per quest’anno scolastico e non prima del 2015.
“Il progetto parte da lontano – spiega l’assessore Valeri -. Appena insediata, la giunta ha dato il via a una serie di incontri con i prèsidi per capire esigenze e obiettivi. A luglio 2014 abbiamo approvato le linee guida per la programmazione territoriale dell’offerta formativa. Ora, va presentata una proposta ai consigli d’istituto e alla Provincia. Lo scopo è riequilibrare la popolazione scolastica, in un quadro di razionalizzazione dei costi. In pratica: garantire la migliore offerta formativa, in base alle risorse del comune”.
Missione non facile, in un panorama scolastico variegato come quello viterbese, che oscilla tra i due estremi degli istituti sovraffollati da un lato (Ellera, via Cattaneo) e spopolati dall’altro (la scuola media di San Martino, ogni anno a rischio chiusura). Il comune inizia dal taglio delle spese di troppo.
“Con i locali di Villanova, c’è un contratto di affitto trentennale – afferma l’assessore Valeri -. E’ solo uno dei contratti di locazione che pesano sulle spalle del comune. Ci costa 80mila euro l’anno, che non sono pochi. Senza contare che parliamo di una palazzina nata per scopi residenziali. A differenza della scuola di via Volta, più a misura di bambini, con palestra e cortile”.
Qualora dovesse andare in porto, oltre al trasferimento di un pezzo della scuola di Villanova, la proposta di dimensionamento del comune prevederebbe la creazione di tre istituti comprensivi. Quello del centro comprenderebbe la scuola materna di Villanova, il Pilastro con la primaria trasferita da via Grispigni e la secondaria De Amicis-Tecchi. Al centro sud, Fantappiè, Grandori, San Sisto, Concetti e la materna del Murialdo. E infine: via Cattaneo, la materna della Pila, le elementari dell’Ellera e le medie della Vanni.
“La configurazione amministrativa è stata disegnata in base a una continuità didattica sviluppata negli anni – spiega l’assessore -. Ma si tratta di un processo lungo e a tappe, che vedrà un ulteriore momento importante nella razionalizzazione della parte nord della città, comprendendo anche Vitorchiano, Graffignano, Celleno, Bagnaia”. E inevitabilmente, il quartiere Santa Barbara, ancora senza una scuola dell’obbligo.
“In un secondo momento, andremo a colmare anche questa lacuna – dichiara l’assessore Valeri -. Al momento, le nostre risorse non consentono di costruire nuove scuole. Dobbiamo utilizzare al meglio quelle che abbiamo. Possiamo contare su edifici capienti sia in centro storico che nelle frazioni ed è nostra intenzione mantenerli. Una razionalizzazione era opportuna, in base a esigenze economiche, ma anche per garantire a tutti un’offerta di pari livello. A breve sapremo cosa ritiene di fare la giunta. Certo è che l’amministrazione ha avviato un progetto che intende portare avanti”.
L’assessore richiama alla responsabilità. “Nessuno vuole fare dispetti a nessuno. Serve la collaborazione di tutti gli operatori per migliorare la situazione. Non c’è solo il diritto di scegliere in quale scuola andare, ma anche l’obbligo di far sì che tutti possano scegliere, compatibilmente con le esigenze del territorio”.
