Orte – Violentata al primo incontro. Senza convenevoli.
Due parole per presentarsi e poi le mani addosso. I pantaloni strappati. Gli slip a terra.
Così un trentenne ivoriano arrestato avrebbe stuprato la cugina giovedì scorso. Sarebbe stata lei stessa a raccontarlo ai carabinieri di Orte, chiamati dalla ragazza subito dopo.
Non si erano mai visti, nonostante la parentela. Lui era arrivato da pochi giorni a Orte. Lei ci vive da anni. Perfettamente integrata e con un lavoro stabile.
Era andata a stare dalla zia per qualche giorno. Di questo cugino, figlio della donna che la ospitava, la ventenne aveva sempre e solo sentito parlare. Giovedì pomeriggio si è ritrovata da sola con lui in quella casa nuova per entrambi e sfortunatamente vuota. A nessuno ha potuto chiedere aiuto.
In un attimo, si è ritrovata il cugino addosso. Un minuto prima chiacchieravano. Un minuto dopo le si scagliava contro, per poi immobilizzarla e spogliarla. Questo avrebbe detto la ragazza ai carabinieri, chiamati quando purtroppo era già tardi: solo dopo alcuni terribili minuti è riuscita a divincolarsi, rinchiudersi in un’altra stanza e telefonare in caserma.
All’arrivo dei militari, la ragazza era ancora segregata nella stanza per paura del cugino, subito arrestato e portato al carcere Mammagialla. Il giorno dell’interrogatorio si sono incrociati in procura: lei lo ha guardato dritto negli occhi senza battere ciglio.
Il pm Renzo Petroselli aspetta l’esito della consulenza tecnica sui reperti sequestrati: i pantanoncini strappati della ragazza e gli slip macchiati di sague. Sarà la prova del nove: i due cugini erano soli in casa al momento della presunta violenza sessuale.
Laddove sui vestiti fossero presenti tracce di dna del trentenne, a quel punto, i dubbi sulla sua colpevolezza resterebbero pochi.
