Viterbo – (s.m.) – Adesso è ufficiale. L’appalto per le mense scolastiche finisce in procura. Di nuovo.
A nove anni dall’ultimo bando passato al setaccio dagli inquirenti, un esposto della minoranza solleva dubbi sulla nuova gara. Sempre per lo stesso servizio: refezione scolastica per scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Un appalto triennale, 2013-2016, da più di 4 milioni di euro.
Ma se per il bando del 2005 c’è stato un processo – finito in prescrizione – qui non siamo ancora neppure all’indagine. Per ora c’è soltanto un esposto, firmato dai consiglieri comunali Gianmaria Santucci (FondAzione), Luigi Maria Buzzi (FdI-An), Claudio Ubertini e Giulio Marini (Forza Italia). Lo annunciavano da tempo. Ieri lo hanno presentato ai magistrati di via Falcone e Borsellino per chiedere quei chiarimenti che, a detta loro, il comune non ha dato.
Il nodo dell’appalto per le mense è, come sempre, il centro di cottura. I consiglieri battono su un punto: la proroga da due a tre mesi dei tempi di realizzazione del centro dall’aggiudicazione definitiva. Il tutto, un giorno prima della scadenza per presentare le offerte. In commissione consiliare, gli esponenti dell’opposizione ricevono risposte non chiare dal dirigente Fioramanti: “qualche ditta ha eccepito che 60 giorni sembravano pochi”; “ho dato i 90 giorni che mi avevano più o meno richiesto quelli che hanno contattato l’amministrazione e ho riaperto i termini”; “è stato suggerito”, si legge sull’esposto, che riporta i verbali della quarta commissione consiliare del 12 febbraio 2014. “E’ stato suggerito”. Ma da chi?
“Sembrerebbe potersi dedurre che l’amministrazione abbia ricevuto richieste ufficiose, perché non vi è traccia in atti di quesiti formali”, continuano i consiglieri d’opposizione. Ma sembrerebbe anche che la ditta Ep, terza classificata in base ai punteggi della commissione di gara, fosse riuscita nell’impresa di presentare l’offerta nei tempi previsti, “ma la stessa non sarebbe stata protocollata vista l’intervenuta proroga”. E all’assessora Valeri scappa una frase precisa, sempre in commissione: “Poi però se c’era soltanto una (offerta) la dovevi diciamo assegnare”.
E allora? Allora niente. La Serenissima vince l’appalto il 31 ottobre 2013. L’Ep fa ricorso al Tar che lo accoglie, mentre il Consiglio di Stato sospende l’esecutività della prima sentenza.
Solo che ai consiglieri qualcosa non torna ancora, su quel centro cottura. “Serenissima Ristorazione – è scritto nell’esposto – avrebbe dichiarato nell’offerta di avere la disponibilità di un centro di produzione pasti sito in Viterbo, via della Chimica snc, con una capacità di produzione di almeno 2000 pasti”. La dichiarazione sarebbe del 20 agosto 2013.
Ma c’è un problema, per i consiglieri. “Serenissima Ristorazione Spa solo in data 29 novembre 2013 (quindi dopo la presentazione dell’impugnazione dell’aggiudicazione al Tar), aveva stipulato un contratto di locazione avente a oggetto l’unità immobiliare sita nel comune di Viterbo via della Chimica snc, costituita da un capannone industriale”. Se così fosse, il contratto sarebbe successivo all’offerta per l’appalto. E se, al tempo, non c’era nemmeno il contratto d’affitto del capannone, figuriamoci il centro cottura. “Dal contratto si evince che la locazione ha ad oggetto solo un capannone industriale, nel quale non si dà atto sia già operativo un centro di cottura attrezzato. Ciò – si legge ancora sull’esposto della minoranza – porta a ritenere che Serenissima avrebbe dovuto dichiarare di impegnarsi a realizzare il centro di cottura nei tempi stabiliti, non certo di avere già la disponibilità del centro cottura”.
I consiglieri chiedono se il centro cottura è stato realizzato entro quei 90 giorni. Se il progetto è conforme a quello valutato dalla commissione. Se si è in possesso di tutte le autorizzazioni sanitarie. E anche “come sia stato possibile che, a fronte di una valutazione pari a zero per il progetto complessivo del centro cottura, la stessa ditta Serenissima abbia poi potuto ottenere un punteggio maggiore di quello attribuito a Ep”.
La procura valuterà.



