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Appaltopoli slitta a dicembre

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Genio e sregolatezza, un'intercettazione ambientale

Genio e sregolatezza, un’intercettazione ambientale

Genio e sregolatezza, la perquisizione dei forestali al Genio civile di Viterbo

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Genio e sregolatezza, la perquisizione dei forestali al Genio civile di Viterbo

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Genio e sregolatezza, i forestali setacciano gli uffici

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Genio e sregolatezza, il blitz dei forestali

Genio e sregolatezza, il blitz dei forestali

Viterbo – (s.m.) – Appaltopoli slitta. Come da programma.

Il processo “Genio e sregolatezza”, sui presunti appalti truccati tra Viterbo e provincia, è rinviato ai primi di dicembre.

Niente da fare, ma si sapeva già. L’evoluzione dei processi segue le traversie del collegio giudicante: basta un magistrato che se ne va per sconvolgere l’equilibrio della terna e del dibattimento. Ed è proprio questo il caso. 

A ogni cambio di collegio il processo ricomincia da capo. Non una grave perdita, stavolta, dato che l’ascolto dei testimoni non era neppure iniziato (doveva partire proprio oggi). Ma è pur sempre una battuta d’arresto, anche se il vero problema sarà trovare un sostituto al giudice Cesare Trapuzzano, che ha lasciato Viterbo per un prestigioso incarico in Corte di Cassazione.

Come in ogni maxifascicolo viterbese che si rispetti, quasi tutti i giudici del tribunale hanno messo le mani nell’inchiesta sull’appaltopoli nostrana, tra proroghe delle indagini, misure cautelari e intercettazioni. Chi ha firmato anche un solo atto delle indagini preliminari non può giudicare gli imputati al processo.

Probabilmente si uscirà dall’impasse al solito modo: ‘pescando’ un magistrato dal disastrato settore civile, per consentire al processo penale di andare avanti. Proprio come la maxi-inchiesta Asl, la più imponente vicenda penale viterbese arrivata al dibattimento davanti a un collegio di soli civilisti. 

Dall’arresto dei tredici indagati, tra imprenditori, amministratori e funzionari del Genio civile, sono già passati due anni. Il blitz “Genio e sregolatezza” dei forestali del Nipaf (fotocronaca) scattò il 23 ottobre 2012. Tredici misure cautelari e 51 persone indagate a piede libero per ipotesi che vanno dalla turbativa d’asta alla rivelazione di segreti d’ufficio, passando per la corruzione (tutte contestate a vario titolo).

L’accusa ipotizza un’oligarchia viterbese degli appalti: gare affidate a giro a poche ditte e altamente selezionate. Tutte quelle che, secondo i pm, si prestavano a pagare tangenti ai due funzionari del Genio civile Roberto Lanzi e Gabriela Annesi. Il primo, in particolare, ritenuto il deus ex machina del sistema di spartizione. 


Appaltopoli ricomincia da capo


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