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“Avete salvato tre persone da morte certa”

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Il comandante provinciale Aquilino, il prefetto Scolamiero e il caposquadra Salvati con i vigili del fuoco Figliacconi, Olivieri e Ceccani

Il comandante provinciale Aquilino, il prefetto Scolamiero e il caposquadra Salvati con i vigili del fuoco Figliacconi, Olivieri e Ceccani

Valter Ceccani, Franco Figliacconi, il caposquadra Renzo Salvati e Marco Olivieri

Valter Ceccani, Franco Figliacconi, il caposquadra Renzo Salvati e Marco Olivieri

Il prefetto Antonello Scolamiero e il comandante provinciale dei vigili del fuoco Ennio Aquilino

Il prefetto Antonello Scolamiero e il comandante provinciale dei vigili del fuoco Ennio Aquilino

Il caposquadra Salvati con i vigili del fuoco Figliacconi, Olivieri e Ceccani

Il caposquadra Salvati con i vigili del fuoco Figliacconi, Olivieri e Ceccani

Il prefetto Antonella Scolamiero

Il prefetto Antonella Scolamiero 

Il comandante provinciale dei vigili del fuoco Ennio Aquilino

Il comandante provinciale dei vigili del fuoco Ennio Aquilino 

Viterbo – (f.b.) – Erano partiti per verificare una perdita d’acqua come tante e si sono ritrovati in una palazzina sul punto di crollare.

Dentro c’erano tre persone, un padre e i suoi due giovani figli, con tutte le loro cose: vestiti, oggetti personali, ricordi di una vita. Ma lo stabile era a rischio molto più del previsto. La squadra di Civita Castellana se  ne è resa conto in pochi minuti. Il resto lo ha fatto la professionalità, l’esperienza e l’intraprendenza che solo i vigili del fuoco hanno.

Oggi, una settimana dopo quella notte, il caposquadra Renzo Salvati e i vigili del fuoco al suo comando: Franco Figliacconi, Marco Olivieri, Valter Ceccani e Reno Pascucci, hanno ricevuto dal prefetto di Viterbo Antonella Scolamiero e dal loro neocomandante provinciale Ennio Aquilino, il ringraziamento pubblico per quell’intervento tutt’altro che di routine.

“Ci aveva chiamato una ragazza per una perdita d’acqua in un’abitazione di Corchiano – racconta il caposquadra Salvati -. Poteva sembrare un intervento non urgente, eppure avevamo notato che era molto preoccupata. Erano le 22, ma non ce la siamo sentita di aspettare la mattina successiva. Siamo partiti subito”.

Appena arrivati sul posto Salvati e i suoi uomini si sono resi conto in pochi minuti della gravità della situazione.

“Era uno stabile di tre piani, uno dei quali seminterrato – spiega Salvati -. La famiglia in questione abitava al primo piano, che da una parte era al livello della strada, ma dall’altro si sporgeva a strapiombo su un burrone. Le crepe sui muri erano evidenti, in particolare in corrispondenza della camera da letto. Sentivamo scricchiolare. Il rischio era davvero notevole”.

In quattro e quattr’otto la decisione. La palazzina andava sgombrava. Subito.

“Nonostante fosse sera tardi e avvisare tutte le istituzioni poteva essere più complicato sapevamo che dovevamo agire immediatamente – continua il caposquadra -. Abbiamo chiamato i carabinieri, il sindaco e tutti gli enti preposti perché trovassero una sistemazione alle tre persone che abitavano in quella casa”.

“Non è mai facile far allontanare una famiglia dalle proprie mura – commenta il vigile Figliacconi -. Mi sono tornate subito in mente le scene a cui abbiamo dovuto assistere all’Aquila, quando centinaia di persone si sono ritrovate senza casa. Ma allontanare quella famiglia di Corchiano da lì era necessario per salvare loro la vita”.

L’intervento, subito dopo lo sgombero, è andato avanti ancora per qualche ora. C’era da controllare anche le case vicine e darsi un’idea generale. Quando poi, finalmente, l’emergenza immediata era stata affrontata la squadra di Civita Castellana è rientrata in caserma. Il resto sarebbe stato fatto il giorno dopo.

“Poco più di un’ora dopo – ricorda il vigile Marco Olivieri – è crollato tutto. Quando l’ho saputo ho avuto un brivido alla schiena. Potevamo ancora essere lì sotto. Bastava che qualcosa facesse tardare il nostro intervento e qualcuno poteva seriamente rimetterci la vita: la famiglia che viveva lì o noi vigili del fuoco”.

Tutto, invece, è andato alla perfezione.

“Avete salvato tre persone da morte certa – ha detto il prefetto Scolamiero -. Ho scritto una lettera al dicastero e al prefetto di pace perché conosca la vostra storia. Queste sono le cose che fanno bene all’Italia. A tutti. Io dico sempre che per fare i vigili del fuoco bisogna essere anche un po’ pazzi, ma a professionalità non vi batte nessuno”.

Un gesto, quello del prefetto e del comandante provinciale Ennio Aquilino, che è anche un ringraziamento a una figura, quella del vigile del fuoco, troppo spesso in ombra.

“Tengo sempre a mente – conclude il prefetto – una frase che lessi tempo fa. Diceva così: vi ricordate il volto dei vigili del fuoco? Ecco la risposta è no. I vigili del fuoco si vedono sempre di spalle. Perché lavorano, perché sono operativi sempre e non appaiono mai di fronte. Ogni tanto è giusto che qualcuno sappia i vostri nomi e capisca il sacrificio che fate quotidianamente”.

“Mi associo ai complimenti e ai ringraziamenti del prefetto – ha chiosato il comandante Aquilino -. Lo ribadisco anche io: a Corchiano avete salvato tre persone da morte certa. Grazie davvero”.


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