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E’ di nuovo caccia aperta ai rapinatori

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La Carivit di Bassano Romano

La Carivit di Bassano Romano

Colpo alla Carivit di Bassano Romano, uno dei rapinatori appende il cartello di chiusura fuori dalla banca

Le immagini della rapina di luglio

Colpo alla Carivit di Bassano Romano, i rapinatori controllano la cassaforte

Le immagini della rapina di luglio

Colpo alla Carivit di Bassano Romano, i rapinatori escono dalla banca

Le immagini della rapina di luglio

Bassano Romano – Caccia aperta ai rapinatori. Di nuovo.

Alla Carivit di Bassano Romano sono tornati i malviventi. E’ il secondo colpo in meno di due mesi e mezzo.

Ma quello di ieri pomeriggio ha poco a che fare con la rapina del 30 luglio. In quel caso, si trattava di una banda di professionisti del settore. Scaltri e organizzati, si erano finti finanzieri venuti in banca per un controllo. Invece, sono usciti con 200mila euro. 

Ieri pomeriggio i rapinatori sono riusciti ad arraffare appena 650 euro. Hanno ordinato ai dipendenti e al direttore di consegnare il denaro immediatamente disponibile. La cifra era quella.

Le casse della banca, del resto, sono temporizzate. I due malviventi avrebbero dovuto aspettare anche un’ora e più dentro l’istituto per mettere mano alle casse. Per questo i ‘colleghi’ che li hanno preceduti avevano inscenato la verifica fiscale, travestiti da ispettori delle fiamme gialle.

In questo caso, il sistema è stato più classico e, per certi versi, rudimentale. Volto coperto da caschi da motociclista, occhiali, giacche a vento nere e mazze di ferro in pugno. Con quelle hanno minacciato i dipendenti e il direttore e portato via il magro bottino. Poi sono fuggiti in sella a un maxiscooter.

Fino a ieri sera, le ricerche non avevano dato esito. Ma le indagini hanno i loro tempi tecnici. Si tratterà sicuramente di visionare i filmati delle telecamere della banca. Proprio come l’altra volta.

Dai video, i carabinieri trassero i primi importanti indizi per arrivare i responsabili. Il cerchio si è stretto in un mese e mezzo di indagini, decollate anche grazie alle descrizioni dei dipendenti. La notte del 17 settembre il blitz della cattura, chiamato “Point Break”, dal celebre film con Patrick Swayze e Keanu Reeves sulla banda che assaltava le banche della contea di Los Angeles. Gli hanno sequestrato tutto l’occorrente per la rapina: pettorine della finanza, targhe contraffatte con il marchio gdf, tesserini artigianali, una divisa della polizia, manette, cellulari, proiettili di kalashnikov, la pistola giocattolo modificata e in grado di sparare. Fino al silicone con cui coprire le dita, per non lasciare impronte.

I carabinieri sono arrivati prima a G.V. e A.D.M., italiani sui cinquant’anni. Originari uno del Foggiano, l’altro della provincia di Palermo. Due giorni dopo hanno arrestato anche R.V., fratello di G.V.. 

All’inizio, dopo le convalide degli arresti, due erano rimasti in carcere, mentre per G.V. erano stati disposti i domiciliari. Ora, dopo l’unificazione dei vari fascicoli in uno solo, di competenza del tribunale di Viterbo, il gip Salvatore Fanti ha emesso una nuova ordinanza, dopo il primo provvedimento di fermo del pm Stefano D’Arma.

Per tutti e tre si sono quindi riaperte le porte del carcere.


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