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Fiorita al Riesame per chiedere la libertà

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Il dentista Gianfranco Fiorita

Il dentista Gianfranco Fiorita

L'avvocato di Fiorita Roberto Alabiso all'uscita della questura

L’avvocato di Fiorita Roberto Alabiso

Roma - L'arresto di Gianfranco Fiorita

Roma – L’arresto di Gianfranco Fiorita a Fiumicino

Roma - L'arresto di Gianfranco Fiorita

Roma – L’arresto di Gianfranco Fiorita a Fiumicino

Viterbo – 7 novembre. Sarà il giorno dell’udienza tanto attesa al tribunale del Riesame per Gianfranco Fiorita.

Il dentista viterbese, latitante per quattro anni in Paraguay, chiede la libertà, dopo l’arresto del primo settembre. Da quel giorno, è dietro le sbarre di Mammagialla. Rimpatriato con un volo diretto a Roma da Asuncion, è stato portato direttamente in carcere. Il ricorso al Riesame è contro una delle due ordinanze dei giudici del tribunale di Viterbo, che respingevano la richiesta di scarcerazione di Fiorita.

Al Riesame il dentista lotterà per la libertà. Il suo avvocato Roberto Alabiso sostiene che le esigenze cautelari non sussistano e che per cominciare a risarcire i clienti – solo quelli che se lo meritano davvero, come ha specificato il legale a più riprese – Fiorita deve ricominciare a lavorare. Per ora, non ha un soldo (il viaggio di ritorno gli è stato pagato) e nemmeno una casa.

A suo carico, c’è un processo per appropriazione indebita aggravata che va avanti da due anni: il 14 ottobre 2010, Fiorita sarebbe scappato dall’Italia con 660mila euro. Caparre dei soci, anticipi dei clienti, quote di giovani stagisti, che proprio il giorno della fuga dovevano partire con lui per il Paraguay per un tirocinio. Ma Fiorita batté tutti sul tempo, lasciando gli stagisti ad aspettarlo in aeroporto.

Dopo quattro anni e metà processo, Fiorita si reca spontaneamente al consolato. Arrestato qualche mese fa in Paraguay per maltrattamenti sulla moglie, gli viene sequestrato il passaporto. Non ha più libertà di movimento e decide di tornare. Al processo in Italia con 49 parti civili pronte a chiedergli i danni, è arrivato il suo momento, dopo l’ascolto dei testimoni dell’accusa.

Parlerà all’udienza dell’8 gennaio.


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