Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Di chi è la Macchina di santa Rosa? C’è una sola risposta possibile a questa domanda, che colga appieno lo spirito di questa festa, tra fede e passione: la Macchina di santa Rosa è dei viterbesi. E proprio perché la Macchina è dei viterbesi, la scelta della Macchina spetta, in ultima istanza, ai viterbesi.
E’ questa la posizione che abbiamo cercato, con determinazione, di portare avanti in queste poche, convulse e confuse ore di discussione sulle linee guida del prossimo concorso di idee che darà i natali alla Macchina 2015-2019.
Una proposta nata due anni fa dall’iniziativa di Maurizio Federici, già consigliere comunale, peraltro votata all’unanimità dal consiglio comunale ed accolta favorevolmente da molti degli attuali esponenti della maggioranza: come dire, un errore di gioventù? Non crediamo, considerata la lunga permanenza di molti di loro all’interno di palazzo dei Priori.
Ma andiamo per ordine. La nostra proposta prevedeva due fasi di valutazione dei progetti:
1 – una prima fase, tecnica, che ne valutasse innanzitutto la fattibilità “ingegneristica” e facesse una prima scrematura, dalla quale sarebbero usciti tre bozzetti da sottoporre alla votazione popolare;
2 – una seconda fase in cui i cittadini viterbesi, muniti di documento di riconoscimento, potessero esprimere la loro preferenza e scegliere la nuova Macchina. E poi il via al progetto esecutivo e alla costruzione.
Una rivoluzione di partecipazione in quello che è il momento più comunitario, più sentito, più atteso per la nostra città. Ma niente da fare: la Macchina sarà scelta, più o meno come sempre, dietro la porta chiusa di una stanza da cinque (o sette, ma poco cambia) tecnocrati (il sindaco dice tecnici, ma anche qui poco cambia). E questo perché? Perché il tempo per far scegliere i viterbesi non c’è, siamo in ritardo e dobbiamo correre.
Ritardo? Correre? Perché i tempi chi li sceglie, il Bianconiglio di Alice? I tempi li sceglie l’amministrazione, la maggioranza, la giunta comunale. Ed è strano che la maggioranza e la giunta comunale non si siano accorti che ogni anno il giorno 3 del mese di settembre a Viterbo passa la Macchina di santa Rosa, visto che hanno sfilato già davanti a due trasporti.
Diciamocelo chiaro: se la maggioranza avesse voluto far partecipare i viterbesi, avrebbe trovato il tempo, avrebbe trovato lo strumento, avrebbe fatto pressione sugli uffici affinché lavorassero più velocemente, avrebbe programmato il da farsi invece di sottoporci all’ennesimo sconclusionato spettacolo tragicomico. Perché si sa che quando c’è la forte volontà di fare, tempo e norme non rappresentano un ostacolo.
Chiara Frontini
Consigliere comunale movimento civico Viterbo 2020
