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I rifiuti abbandonati si rimuovono. Punto

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L'avvocato Massimo Pistilli

L’avvocato Massimo Pistilli

Viterbo - Rifiuti a porta San Pietro

Viterbo – Rifiuti a porta San Pietro

Rifiuti a via Orologio Vecchio

Rifiuti a via Orologio Vecchio

Viterbo – Altre due criticità della raccolta differenziata nella città di Viterbo sono recentemente venute alla ribalta della cronaca, specie su Tusciaweb, e meritano un qualche approfondimento, anche per chiarire ai cittadini i termini esatti delle questioni.

Intanto, è noto – e su questo è avvenuta una campagna di informazione – che i rifiuti devono essere esibiti secondo modalità che possono comunque ripassarsi sul sito della società che gestisce il servizio – Viterbo Ambiente; l’esposizione deve avvenire negli orari indicati per ciascuna utenza (domestica o non domestica) – dalle 10 della sera prima fino alle 6 della mattina dei giorni di raccolta stabiliti per le varie tipologie (indifferenziata, imballaggi in carta e cartone, imballaggi in verto).

Abbiamo già scritto circa le possibili conseguenze di una esposizione errata (irrogazione di una sanzione, ma non mancato ritiro).

Tuttavia, può accadere, specie nei condomini, che i contenitori forniti per le varie tipologie di rifiuti siano insufficienti a raccogliere tutti i rifiuti concretamente prodotti da quei condomini; che siano, cioè, troppo piccoli…

E, qui, in realtà, spetterebbe alla società gestionaria determinare anticipatamente il volume dei contenitori, il che richiede appena dei calcoli matematici basati su dati noti.

Tuttavia, può accadere che il condomino che tenti di esporre i rifiuti nelle ore e nei modi indicati potrebbe non esser in concreto in grado di porli all’interno del contenitore.

Ora, in quel caso, la procedura corretta ed esatta da seguire è la richiesta di sostituzione di quello specifico contenitore, che deve avvenire più o meno come segue: l’amministratore o un qualsiasi condomino da lui delegato deve prendere contatto con la società che gestisce il servizio, e recarsi al centro raccolta in località Poggino portando con sé il verbale di consegna dei contenitori originariamente installati – unitamente ai contenitori stessi.

Gli addetti della società gestionaria annotano su quel verbale la sostituzione, ritirano i contenitori e ne consegnano altri di maggior volume.

Chiaramente, ove non sia possibile far avvenire la sostituzione presso le strutture della società gestionaria, sarà quest’ultima a dover trasportare i nuovi contenitori in loco, provvedendo al ritiro di quelli di volume insufficiente.

I condomini e il condominio sono onerati di adoperarsi con la massima urgenza, non appena si rendano conto della insufficienza dei contenitori alla raccolta.

E sarebbe anche bene che nel frattempo si evitasse di esporre i rifiuti accanto ai contenitori; per quanto possibile…

Tuttavia, è evidente che in caso di difficoltà da parte della società gestionaria, il condominio, o in singoli condomini dovranno richiedere la sostituzione con una nota, anche indirizzata via telefax, o per mezzo di posta elettronica.

Da quel momento, conseguentemente, il singolo condomino non sarà, però, sanzionabile – a mio giudizio, almeno – se, nel tempo occorrente alla sostituzione, sarà costretto a conferire i rifiuti appoggiandoli ordinatamente accanto ai contenitori.

Dato che non sarebbe concepibile che sia costretto per periodi di tempo di durata incontrollabile (almeno da parte sua) a conservare i rifiuti nell’abitazione.

E di qui, torniamo in fondo al concetto già espresso: la raccolta dei rifiuti è attività di sanità pubblica, e l’indiscusso primato del bene salute comporta l’obbligo per il gestore del servizio – e in caso di suo inadempimento per il Comune, e poi il Sindaco quale Autorità di Pubblica Sicurezza – di adoperarsi perché al cittadino sia comunque concesso di smaltire i propri residui, sia pur nel rispetto delle prescrizioni impartite, finché possibile.

Un altro problema è quello della raccolta dei rifiuti abbandonati e dello svuotamento dei cestini.

Il capitolato di appalto prevede lo spazzamento e la pulizia del suolo pubblico, e comunque soggetto ad uso pubblico; gli standards qualitativi di tale servizio sono piuttosto elevati.

Soprattutto, Viterbo Ambiente ha l’obbligo di svuotare i cestini gettacarte pulire l’area circostante in caso di fuoriuscita; lo svuotamento dei cestini deve contestualmente alla raccolta degli indifferenziati e/o durante gli spazzamenti, ma comunque almeno sei volte a settimana.

Dunque, gli episodi documentati da Tusciaweb – dove era evidente un mancato svuotamento protratto per almeno due o tre giorni, non appaiono assolutamente giustificabili.

Si consideri anche che, negli ultimi mesi, mi è capitato di parlare con tanta gente – tra i quali molti artigiani o commercianti – che lamentano come il numero dei cestini getta carte sia grandemente diminuito, e la loro distribuzione nettamente peggiorata.

E anche io personalmente ho avuto l’impressione che sia assai più difficile trovarne uno quando occorre, talvolta… non sono in grado di affermare con sicurezza se ciò sia aritmeticamente esatto, ma è una percezione largamente condivisa.

Infine, c’è la questione della rimozione dei rifiuti abbandonati e la pulizia delle aree oggetto di deposito abusivo; anche in questo caso, la società gestionaria deve rimuovere i rifiuti abbandonati entro 24 ore dalla segnalazione dei competenti uffici, ma ha l’obbligo di rimuovere i rifiuti di qualsiasi tipo.

Per la verità, a leggere, potrebbe quasi sembrare che se Vitebro Ambiente trova dei rifiuti abbandonati, dovrebbe informare gli Uffici comunali, e solo dopo aver ottenuto l’autorizzazione provvedere a rimuoverli.

Norma illogica, fino al punto da divenire grottesca…

Dato che l’appaltatore copre tutta la città nella raccolta porta a porta; cui si aggiunge lo spazzamento e lo svuotamento dei cestini.

È evidente che è in una posizione invidiabile per individuare tempestivamente i rifiuti abbandonati; che, poi, avrà comunque l’obbligo contrattuale di rimuovere e conferire in discarica.

Ma quando li individua, non li potrebbe rimuovere subito – con risparmio di energie e conseguente maggiore efficienza del servizio, e maggiore salubrità per i cittadini.

Dovrebbe avvertire il Comune, che autorizzerebbe la rimozione… chissà poi per quale ragione dovrebbe (o potrebbe) negare tale autorizzazione, lasciando ivi i rifiuti a marcire.

È chiaro che siamo al di fuori del buon senso elementare; bene farebbe il Comune a concordare con la società di appalto che, semplicemente, quando si trovano rifiuti abbandonati, si rimuovono. Punto.

Massimo Pistilli 


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