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Il Sodalizio compatto rompe definitivamente col comune

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Sodalizio facchini santa Rosa - La riunione

Sodalizio facchini santa Rosa – La riunione

Sodalizio facchini santa Rosa - L'assemblea

Sodalizio facchini santa Rosa – L’assemblea

Sodalizio facchini santa Rosa - L'assemblea

Sodalizio facchini santa Rosa – L’assemblea

Sodalizio facchini santa Rosa - L'assemblea

Sodalizio facchini santa Rosa – L’assemblea

Sodalizio facchini santa Rosa - L'assemblea

Sodalizio facchini santa Rosa – L’assemblea

Sodalizio facchini santa Rosa - La riunione

Sodalizio facchini santa Rosa – La riunione

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Viterbo – (g.f.) – Fra comune è Sodalizio facchini di santa Rosa è rottura. Insanabile. Votata all’unanimità.

Interrotta ogni relazione con palazzo dei Priori fino al 3 settembre 2015 ore 21. Niente Expo 2015 per i facchini, niente raduno il 3. Lo faranno alla chiesa della Pace o alla loro sede. Non parteciperanno a nessuna commissione giudicatrice, il pranzo sociale lo pagheranno di tasca propria, non ci saranno inviti istituzionali e faranno presente il modo in cui sono stati trattati, alla Rete delle grandi macchine a spalla, ai rappresentanti Unesco e al Mibac.

Niente potrà far cambiare loro idea.

Ieri sera, dopo una riunione durata quasi due ore e terminata dopo le 20, i facchini hanno votato all’unanimità le decisioni.

Una risposta al tira e molla in comune sulla commissione chiamata a scegliere la nuova Macchina di santa Rosa. Con il Sodalizio prima dentro, poi fuori e alcune uscite da esponenti della maggioranza, reputate offensive.

“Da oggi in poi – dicono i facchini – sono interrotte tutte le relazioni con l’amministrazione comunale fino al 3 settembre alle ore 21, quando si ritroveranno di fronte al ponteggio.

Indipendentemente da cosa ci sarà dentro, saranno pronti a portare santa Rosa fino alla basilica”.

Perché: “Siamo i facchini di santa Rosa – dicono – e non della macchina dei burocrati”.

Da qui al tre settembre 2015 ci sono diverse iniziative in mezzo. Fra cui la partecipazione a Expo 2015. La regione intende portare il trasporto come una delle feste più importanti.

Ma i facchini non ci andranno e non faranno nulla insieme all’amministrazione comunale.

Il raduno del tre settembre sarà alla chiesa della Verità o al museo.

Indietro non si torna. Si sentono offesi. “Mai ci saremmo aspettati – dicono – un trattamento simile. Nessuno di noi ha chiesto d’entrare in commissione. C’è stato offerto, ma non ci interessa. La commissione la facciano loro tranquillamente”.

E soprattutto: “I facchini non vogliono che questa storia sia strumentalizzata a livello politico”.

Hanno votato all’unanimità di non voler partecipare a nessuna commissione.

“A nessun titolo, qualora dovesse essere offerto. Nessun tipo di commissione. Non c’interessa”.

Non si aspettavano un trattamento simile dal comune.

“Viste le offese ricevute – hanno deciso i facchini sempre all’unanimità – l’ingratitudine dimostrata dalla maggioranza in consiglio comunale, faremo presente il trattamento alla Rete delle grandi macchine a spalla, ai rappresentanti Unesco per l’Italia e al Mibac”.

E non aggiungeranno un posto a tavola. “Il pranzo sociale – dicono ancora i facchini – pagato dal Sodalizio il 16 novembre scorso e che spetta al comune, visto che ancora non sono arrivati i rimborsi dello scorso anno, i facchini hanno deciso che se lo pagheranno da soli.

Ovviamente non ci saranno inviti istituzionali. Staremo in famiglia, il 15 novembre”.

Una rottura senza precedenti e senza ritorno.


 – Il Sodalizio: “Interrotto ogni rapporto con il comune”

 


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