![]() Chef Rubio all’opera ![]() Chef Rubio ![]() Il tatuaggio sulle dita di chef Rubio ![]() Chef Rubio e Giorgio Mulè ![]() Chef Rubio all’opera ![]() Chef Rubio all’opera ![]() Chef Rubio |
Viterbo – Ecco l’agnello alla viterbese di chef Rubio.
Il cuoco, al secolo Gabriele Rubini, noto per le sue trasmissioni tv su Dmax, riempie la sala del palazzo dei Papi, prima intervistato dal direttore di Panorama Giorgio Mulè e poi dietro i fornelli, per cucinare l’agnello alla viterbese (fotocronaca: Chef Rubio a palazzo dei Papi – slide – video).
Deliziando con il suo piatto, purtroppo soltanto la vista dei presenti.
Poco importa. Molti sono lì perché amanti della sua cucina, ma altrettanti e molte più altrettante, sono lì per lui.
E’ una star, tutta cucina, palestra e tatuaggi. Se poi ci aggiungi una buona dose di simpatia, la platea è bella che cucinata, anzi conquistata.
Tutti a seguire passo dopo passo la preparazione dell’agnello, ad ascoltare i suggerimenti, sul sale, il tipo di cottura, gli ingredienti.
Qualcuno prende appunti ma chef Rubio non sa che in prima fila c’è un’altra cuoca provetta, la signora Lella, madre di Daniela Bizzarri, consigliera comunale.
Segue con attenzione ogni passaggio la preparazione. Non risparmia commenti.
Sulla mentuccia. Che nell’agnello alla viterbese non andrebbe, o sulla rosolatura della carne. Quando si tratta di cucina, a Viterbo non si scherza.
Anche per un cuoco fuori dai soliti schemi come chef Rubio. Uno dei pochi a non avere un proprio ristorante. “Sono il ristorante di me stesso – spiega chef Rubio – basta che qualcuno mi chiami e io arrivo”. Giusto il tempo di guardarsi attorno, quindi corregge il tiro. C’è il serio rischio d’avere prenotazioni fino a capodanno e oltre, solo dai presenti.
“La mia esigenza di vita è non fermarmi mai, mi piace girare, scoprire cose sempre nuove. Nel momento in cui ti fermi, magari sarai bravo a cucinare i piatti di cui hai appreso fino a quel momento i procedimenti, ma nulla di nuovo”.
Sulle dita delle mani ha tatuato le parole fish and chips e anche lui dalla cucina ha avuto delusioni. Da piccolo amava gli spaghetti allo scoglio: “Poi ho scoperto che era tutto surgelato”.
Giuseppe Ferlicca






