Viterbo – “Marco è ora nell’abbraccio di Dio” (fotocronaca – slide).
Don Flavio Valeri ha usato intense parole di speranza per ricordare Marco Storti, il poliziotto che nella sera di domenica si è tolto la vita nella sua casa con un colpo di pistola. Un gesto inaspettato che ha sconvolto chi lo conosceva. Da tutti, infatti, Storti era ricordato come una persona solare, apparentemente senza priblemi.
In tanti oggi pomeriggio hanno preso parte alla cerimonia nella chiesa del sacro Cuore al Pilastro. Tra i banchi, per l’ultimo saluto, la famiglia, gli amici e i colleghi. Erano presenti anche il questore Gianfranco Urti, il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione e quello della volante Alba Milioni.
Don Flavio ha chiesto di affidarsi alla parola di Dio per trovare la speranza. “La nostra preghiera in suffragio dell’anima di Marco è illuminata e sostenuta dalla parola di Dio, nella quale noi, come cristiani, crediamo di trovare la vita. La vita eterna – ha deto il sacerdote -. Perché la parola di Dio è la luce che illumina tutti i momenti della nostra vita, dai più belli ai più difficili.
E illumina per noi cristiani anche il momento della morte che può arrivare in maniera naturale, dopo una lunga esistenza, ma può essere anche improvvisa per le vicende tristi a cui assistiamo oppure provocata da una lunga sofferenza fisica. C’è, infine, la morte che arriva in modo tragico, come quella che abbiamo sperimentato in questi giorni”.
Per il parroco, solo chi crede nel Signore non resta deluso. “Oggi proviamo smarrimento, angoscia e disperazione, ma Dio ci dà il coraggio, perché lui sa trarre il bene dal male e sa scrivere dritto sulle righe storte della nostra esistenza. Noi che crediamo in lui non rimarremo delusi, perché tutto ciò che fa, concorre al nostro bene. Anche in quei momenti che non comprendiamo, quelli che accadono senza preavviso.
Dio è padre, ha cura dei suoi figli, non li dimentica e non li giudica. Lui li giustifica anche quando sbagliano ed è sempre pronto ad allargare le sue braccia e per accoglierci nel suo amore. Questo è l’augurio che facciamo a Marco che ha sprimentato in terra l’amore di Dio e ora lo proverà completamente nell’abbraccio in Paradiso.
In questi giorni – ha concluso don Flavio – sono emersi in noi tanti perché. Perché accadono certe cose e perché una persona cara, a un certo punto, decide di compiere un gesto così. Dio ci chiede, ora, un atto di fede e noi gli affidiamo il nostro carissimo Marco. Tutto è luce. Tutto è vita”.
A conclusione della cerimonia la bara di Marco è stata accompagnata a spalla dai poliziotti nel suo ultimo viaggio.








