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“Necessaria visione organica su gestione del territorio”

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Una veduta di Viterbo dall'alto

Una veduta di Viterbo dall’alto

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’Istituto nazionale di Bioarchitettura, presieduto da Giovanni Sasso, ha inviato il proprio contributo al disegno di legge “ Principi in materia di politiche pubbliche territoriali e trasformazione urbana” del ministero delle Infrastrutture.

La tutela dell’ecosistema ambientale è la direttrice proposta nel rivisitare la legge urbanistica, risalente al ben lontano 1942, al fine di innovare e incrementare la qualità del territorio, integrando le diverse politiche pubbliche di settore.

Quello che conta è infatti la qualità della vita degli abitanti nel quadro di un nuovo assetto socio-territoriale.

L’Inbar ha inteso evidenziare come il testo si limiti troppo a disciplinare aspetti particolari e normativi attinenti ad esempio ai diritti, specie di proprietà, o alla fiscalità, mentre è necessaria una visione organica sugli usi e la gestione del territorio modernamente interpretato.

Essere vivente originale, frutto dell’incontro tra natura e cultura nel tempo lungo della storia, il territorio non è solo il semplice suolo edificabile e urbanizzato; il paesaggio, sia naturale che costruito, ne è il segno sensibile. L’ambiente è lo scenario entro cui i diversi cicli di civilizzazione lo trasformano.

Da qui bisogna partire per immaginare un nuovo impianto giuridico con la valenza di una visione articolata e interdisciplinare. Una compiuta visione olistica in cui paesaggio, ambiente e territorio sono tre elementi visti nelle loro dimensioni sia materiali che immateriali, ai quali l’Inbar ritiene che non si possa attribuire un significato solo spaziale.

I processi di governo del territorio devono perseguire esplicitamente la finalità di contenere il consumo di suolo e di salvaguardare la destinazione agricola, favorendo un nuovo fecondo rapporto tra città e campagna.

Tutto ciò non solo ai fini del pur importante fabbisogno alimentare, ma anche per soddisfare il bisogno di qualità paesaggistica e ambientale e per la strategica tutela idrogeologica e perché il nostro paese, sebbene tra i più sviluppati, non drena più’ l’acqua meteorica, non genera più fotosintesi e per assurdo non produce cibo sufficiente.

Le funzioni del territorio sono infatti varie ed estese, anche a dispetto delle opinioni comuni: ad esempio contribuisce alla regimazione delle acque, controbilancia la produzione di anidride carbonica, difende il suolo dalle erosioni e ancora sostiene la biodiversità e soprattutto produce paesaggi.

Il governo del territorio quindi non può avere come oggetto solo la disciplina delle trasformazioni fisiche dell’ambiente urbano ma deve promuovere ed incentivare processi di partecipazione e condivisione soprattutto partendo dal basso, in un disegno sistematico ed organico che veda partecipe coralmente una pluralità di soggetti a cominciare naturalmente dall’amministrazione locale, l’istituzione pubblica più espressiva e vicina del territorio stesso.

Solo cosi si può’ garantire un armonico equilibrio tra gli aspetti fisici, la realtà socio-economica con le sue diverse componenti e le istanze culturali delle modificazioni territoriali.

La direttrice ad avviso dell’Inbar deve essere quella della pianificazione ambientale integrata, attraverso un’innovazione degli strumenti che generi una vera produzione sociale del territorio.

Annalisa Laurenti
Presidente Inbar Lazio- Sezione Viterbo


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