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Roma – Quasi un secolo di memoria storica collettiva, fissato con le immagini in movimento, conservato all’interno dell’archivio cinematografico dell’Istituto Luce (L’Unione Cinematografica Educativa). “La cinematografia è l’arma più forte” fu uno dei motti più famosi di Mussolini. Tra l’importante materiale è anche un cortometraggio, realizzato dopo il 1924, dal titolo “Documentazione storica della Marcia su Roma”. Questo cinegiornale, in ottica propagandistica, con le sue sequenze, descrive la manifestazione armata organizzata dal Partito Nazionale Fascista, guidato da Benito Mussolini, che in Italia portò al potere il partito stesso contemporaneamente al dissolvimento definitivo dello stato liberale. Il 28 ottobre 1922, novantadue anni fa, infatti, con la Marcia su Roma il fascismo fece la sua scalata al potere. Già alcuni giorni prima, e precisamente il 24 ottobre, al congresso fascista, 40.000 squadristi sfilarono organizzati per le strade di Napoli. Alla vigilia Mussolini aveva affermato: “Il fascismo non andrà al governo passando dalla porta di servizio, o ci daranno il governo o ce lo prenderemo marciando su Roma”. Il 30 ottobre Mussolini, da Milano, arriverà a Roma in vagone letto chiamato dal re con un telegramma. Il neo dittatore aveva solo 39 anni e Italo Balbo, il più giovane dei quadrumviri (insieme a lui anche Michele Bianchi, Emilio De Bono e Cesare Maria de Vecchi), ne aveva solo 26. Da Piazza del Popolo Mussolini e i quadrumviri percorsero Via del Corso, fino a Piazza Venezia, per la tappa d’obbligo all’Altare della Patria poi il duce, in cilindro, raggiunse a piedi il Quirinale. Vittorio Emanuele III, il piccolo re scorbutico e complessato, l’accolse come un salvatore della Patria. Mussolini aveva pronta la frase di circostanza: “Maestà vi porto l’Italia di Vittorio Veneto”. Da quel giorno il Duce è restato al governo per ventuno anni. Nei mesi di novembre e dicembre 1922, a Viterbo, che al tempo faceva parte della provincia romana, per iniziativa di ex combattenti e studenti, si costituirono subito numerose sezioni del Fascio e del Partito nazionalista. Il 7 gennaio 1923, all’interno del Teatro dell’Unione, affollatissimo di gente (l’ingresso era gratuito), la prima Befana Fascista con la rappresentazione del dramma intitolato “Camicia nera”. Silvio Cappelli |
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