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Tre ragazze morte sulla Commenda, domani l’udienza preliminare

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Serhiy Hlyas

Serhiy Hlyas 

Da sinistra: Valentina Floriani, Alexandra Cracaileanu e Martina Saletti

Da sinistra: Valentina Floriani, Alexandra Cracaileanu e Martina Saletti

Giuliana Zamperini, mamma di Valentina Floriani

Giuliana Zamperini, mamma di Valentina Floriani 

Viterbo – Tre ragazze morte sulla Commenda, domani, 29 ottobre, l’udienza preliminare al tribunale di Viterbo.

Il 22 aprile 2012, sulla Commenda, persero la vita Valentina Flioriani, 21 anni,  l’amica Alexandra Cracaileanu, 23enne romena, e la cugina Martina Saletti, vent’anni. Unici superstiti: Rachele Guerrini, anche lei 21enne e un giovane di nazionalità ucraina, Serhiy Hlyas. Era lui a guidare l’Opel Astra che si schiantò sulla Commenda. Il gruppetto di amici arrivava da Sorano, in provincia di Grosseto. Erano diretti a Viterbo, discoteca Theatro’ per un sabato di allegria e spensieratezza. Ma in discoteca non arrivarono mai.

Il loro viaggio finì contro un masso interrato al chilometro 6,500 della Commenda, all’1,30 di notte.

Valentina e Martina morirono sul colpo. Solo Rachele e Hlyas si salvarono. Hlyas è indagato per omicidio colposo plurimo. L’indagine viene chiusa a settembre 2012.

Domani finalmente l’udienza preliminare al tribunale di Viterbo. La notizia dell’udienza è arrivata ad agosto agli avvocati delle famiglie delle tre ragazze morte.

“Sappiamo bene che difficilmente l’avvocato di Serhiy Hlyas sceglierà di andare a processo – aveva commentato Giuliana  Zamperini, madre di Valentina Flioriani – e probabilmente questa storia si chiuderà con un patteggiamento.

Quello che vorrei però è che tutto questo dolore servisse almeno per gli altri ragazzi, per i giovani che, una volta presa la patente, devono capire che le cose possono succedere. Non devono pensare di essere invincibili.

Vogliamo soltanto giustizia.

La vita che facciamo ora è un calvario, il dolore non si attenua. E vedere le foto di Serhiy su Facebook con il bicchiere in mano, sapere che si diverte, che si è rifatto una vita senza mai aver mostrato un briciolo di pentimento e senza averci mai chiesto scusa ci fa male ogni giorno di più. Saremo in tribunale solo perché nella giustizia vogliamo continuare a crederci”.


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