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Viterbo – Condannati a due mesi e venti giorni per aver rubato due segnali stradali.
E’ finito così il processo a due operai, ‘pizzicati’ dal proprietario dei cartelli.
Era il 29 dicembre 2010. I segnali erano sul cantiere della ‘pista rossa’ di strada Bagni.
Gli operai, che lavoravano per un’altra azienda, al cantiere di strada Pontesodo, sono sprovvisti di cartelli per la messa in sicurezza di alcuni tombini. Passando per strada Bagni, trovano quelli della ditta Anselmi. Li vedono. Li prendono. Uno fanno in tempo a caricarlo. Mentre raccolgono l’altro, il proprietario li blocca.
Loro si spiegano: non hanno i soldi per comprare cartelli per il loro cantiere. Ecco perché non ci hanno pensato due volte a prendere quei segnali, lasciati sul marciapiede. Li restituiscono subito con tante scuse, ma non basta.
Il proprietario, che subiva da mesi furti di segnali stradali nel suo cantiere, li denuncia. E tutti e due finiscono a processo.
Ieri la conclusione. Otto mesi e 200 euro di multa, la richiesta del pm. Due mesi e venti giorni la condanna finale, nonostante l’avvocato Elisabetta Centogambe abbia dato il massimo per difendere gli imputati: il bottino era di appena qualche centinaio di euro. Loro hanno collaborato, spiegato e restituito. Il furto era dovuto solo all’effettiva necessità di mettere in sicurezza il cantiere. Anche i giornali ne parlavano.
Argomenti convincenti per ottenere un’accusa più leggera (da furto aggravato a tentato furto). Ma non per evitare la condanna.
