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“Quando Santa Rosa e la città erano la macchina…”

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Santa Rosa 2014 - Fiore del Cielo a via Marconi

Santa Rosa 2014 – Fiore del Cielo a via Marconi 

Santa Rosa 2014 - Fiore del Cielo a via Marconi

Santa Rosa 2014 – Fiore del Cielo a via Marconi 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In questi giorni, l’€™attenzione cittadina è concentrata sulla commissione che deve elaborare le linee guida per la nuova macchina di santa Rosa.

A parte le polemiche che animano il confronto interno ed esterno di questo atto al quale dovremo la realizzazione del nuovo campanile che cammina lasciatemi esprimere un mio,€“ e forse non solo mio, punto di vista.

Una volta che la commissione abbia terminato il suo lavoro e dato ufficialmente il via al concorso di idee, la creazione della nuova macchina passa nella mente e nelle mani del singolo artista che in questa delicata realizzazione intende cimentarsi e così legare il proprio nome alla storia.

A questo punto io mi rivolgo direttamente a tutti coloro che tradurranno in progetto prima e struttura poi la nuova macchina. Ridateci santa Rosa. Ridateci con la macchina il vero atto d’€™amore e l’ossequio di una città alla sua santa.

Negli ultimi anni, le macchine che si sono succedute hanno, a mio parere, ridotta all’€™osso la motivazione base del trasporto. Specialmente l’€™ultima. Santa Rosa e la sua città con il volgere degli anni sono divenuti sempre più evanescenti e, a molti, irriconoscibili. Non c’è più quella proiezione storica e artistica che nella Macchina esaltava la santa e la sua città.

Dove sono finiti la Rosa dei miracoli, dov’è il suo rapporto con san Francesco, dove la sua dedizione alla vita claustrale originata da santa Chiara? E dov’è la nostra città con i suoi monumenti? Dove lo stile romanico e gotico di allora? Le macchine più lontane nel tempo trasmettevano al pubblico che le seguiva la vita della santa, i suoi ideali francescani di pace e fratellanza, proiettavano nel presente la città d’€™allora con i suoi archi, le sue fontane, i suoi stemmi.

Santa Rosa e Viterbo erano la macchina. Oggi più nulla di tutto questo.

Guardate bene io non voglio assolutamente limitare la fantasia e il lavoro dell’€™artista, dell’€™architetto, del viterbese che si appresta a definire con i suoi disegni e i suoi modelli la nuova macchina, che l’€™ispirazione e l’arte siano liberi. Ma in questa libertà non è possibile far entrare un po’ più la nostra santa e la nostra città?

Tutto questo suggerisco. Ridateci nella forma più libera e congeniale e moderna, ridateci un po’€™ più santa Rosa e la nostra turrita Viterbo.

Paolo Giannini


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