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Serra: “E’ la festa di santa Rosa, non dei facchini”

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Francesco Serra

Francesco Serra

Maurizio Tofani

Maurizio Tofani 

Viterbo – (g.f.) – “E’ la festa di santa Rosa, non dei facchini”.

Gli animi sono già surriscaldati, si è nel bel mezzo della votazione per le linee guida della nuova Macchina, ormai sono quasi le 21 quando ieri sera durante la seduta, diversi consiglieri cominciano a leggere la lettera pubblicata a firma Sodalizio facchini di santa Rosa.

Rispondono a chi non li vuole nella commissione chiamata a scegliere il nuovo modello, successore di Fiore del cielo, nonostante le rassicurazioni.

Il capogruppo Pd Francesco Serra sbotta: “E’ la festa di santa Rosa, non dei facchini”.

Ancora peggio la prende il suo collega Oltre le mura Maurizio Tofani. Lui è pure citato dai facchini. Quando l’altra mattina in commissione Maria Rita De Alexandris ha chiesto che un rappresentante del Sodalizio fosse presente in commissione, Tofani ha tagliato corto: “Loro la Macchina la portano…”.

I facchini non hanno gradito e ancora meno il capogruppo Oltre le mura ha gradito la replica.

“Io letta così la prendo come una minaccia – spiega Tofani in consiglio comunale – siccome penso che non sia una minaccia, visto che ho troppa stima delle persone che stanno dentro il Sodalizio, non penso che siano scesi a simili bassezze.

Magari sono interpretazioni giornalistiche”.

Solo che la lettera è pubblicata per intero, senza che il cronista abbia aggiunto una virgola.

“Diversamente – insiste Tofani – così sarebbero minacce.

Per quanto riguarda la commissione, ho sempre chiesto che fosse di qualità, non abbiamo pregiudizialmente escluso qualcuno rispetto ad altri.

Sono convinto che nelle maglie della norma ci sia la possibilità d’intervenire. Non vedo come non si possano inserire persone che rappresentino la viterbesità.

Ci devono essere i facchini? Si deciderà”.

Ma una presa di posizione così netta è reputata inopportuna: “Dire se ci siamo bene, sennò andiamo via, mi fa rimanere trasecolato. Probabilmente sono stati male informati.

Potrebbero informarsi bene e non ascoltare solo il vociare, altrimenti si cade nel provincialismo.

Se questo è il modo di comportarsi nei confronti di rappresentanti della città, non cresceremo mai e rimarremo sempre provinciali”.


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