Viterbo – Il Sodalizio taglia i ponti con il comune.
I facchini fanno sul serio. Già la lettera inviata l’altra sera è estremamente chiara. Essere stati estromessi dalla commissione chiamata a scegliere la prossima Macchina di santa Rosa è solo una parte del problema. E poi c’è il modo attraverso il quale sono arrivati alla decisione a palazzo dei Priori.
Prima promettendo che un rappresentante ne avrebbe fatto parte, poi, dalla commissione dove si discuteva delle linee guida per la nuova Macchina, la doccia fredda.
Maria Rita De Alexandris (Viva Viterbo) avanza la proposta. Le replicano picche.
Non se ne fa nulla. Intenzione confermata poi in consiglio comunale l’altra sera.
Bocciato per quindici voti a tredici un emendamento di Forza Italia, Fondazione e Fratelli d’Italia – An, con cui si chiedeva che della commissione facessero parte un rappresentante del Sodalizio, uno dell’università e uno della curia.
La maggioranza si è spaccata, qualcuno non ha votato proprio, ma non è bastato. Sembrerebbe che non dovesse essere questo l’esito finale. Qualche democratico ritiro…
I facchini hanno deciso. Nessun commento, nessuna dichiarazione, di conseguenza, nessun contatto con l’amministrazione comunale.
Ma non ci vuole molto a capire come alcune dichiarazioni da parte di rappresentanti della maggioranza non siano proprio andate giù. Reputate offensive.
Da chi sostiene che loro la Macchina la portano, ma evidentemente non sono titolati a sceglierla, a chi fa notare come la festa sia di santa Rosa e non dei facchini.
Affermazione, quest’ultima, vera, ma probabilmente sbagliata nei modi e anche nei tempi.
Per una rottura fra Sodalizio e comune di questa portata, bisogna andare indietro di diversi anni.
A questo punto cosa succede?
Difficile superare il silenzio che il Sodalizio si è auto imposto. Destinato a durare.
Con il sindaco e l’amministrazione comunale, appuntamento direttamente al prossimo tre settembre. Ore 21, piazza san Sisto.
Giuseppe Ferlicca
