Civita Castellana – Uccise da esalazioni di monossido di carbonio.
Sono morte così due anziane sorelle di Civita Castellana. Era il 2006.
Il processo per omicidio colposo si è concluso come molti processi al tribunale di Viterbo: chiuso per prescrizione.
I due imputati, tecnico della caldaia e collaudatore, sono stati prosciolti perché dai fatti è trascorso troppo tempo.
Sul termine prescrizionale era stato scontro tra difese e parti civili. Mentre l’avvocato dei nipoti delle due donne, Franco Laugeni, sosteneva il raddoppio della prescrizione (da sette anni e mezzo a quindici), per le difese valeva il termine normale: da sette anni e mezzo si passa a quindici in caso di doppio omicidio colposo per incidenti stradali o sul lavoro. E non era questo il caso.
La fuoriuscita del monossido di carbonio sarebbe dipesa da un errore nella modifica della caldaia. L’impianto si è surriscaldato e il dispositivo di sicurezza non è partito. Dal processo sarebbe emerso un concorso di colpa dei due imputati per l’errore tecnico nell’installazione. Ma in sette anni e mezzo non si è riusciti a pronunciare una sentenza nel merito.
