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Tasse, il comune è incoerente e demagogo

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Antonella Stella

Antonella Stella 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Nell’ultima esperienza in consiglio comunale, non proseguita per una mia scelta personale e a causa di una generale delusione riguardante l’attività politica, mi sono spesso impegnata per cercare di migliorare la gestione delle tasse locali, cercando di arrivare a una riduzione della pressione fiscale a carico delle classi più deboli.

Questa battaglia fu portata avanti, con posizioni parzialmente diverse, anche dal consigliere Ricci, devo ammettere con scarsi risultati, ma con un tentativo by partisan di efficientare il sistema delle tasse locali nel comune di Viterbo.

Nel frattempo molto è cambiato. Abbiamo una giunta di centrosinistra ed è entrata in vigore la Tasi, che ha molto complicato i calcoli delle tasse sulla casa, complicazioni aumentate, a mio parere, da scelte errate e palesemente incoerenti e demagogiche dell’attuale maggioranza che guida il comune di Viterbo.

I punti su cui mi sento di focalizzare la mia attenzione sono tre:

1) Le detrazioni di 50 euro fissa e per i figli legate al reddito di 26mila euro hanno creato non pochi problemi organizzativi a commercialisti e Caf per il calcolo del dovuto, con addirittura alcune software house che non sono riuscite a implementare soluzioni adatte allo scopo, obbligando gli stessi commercialisti e Caf a dispendiosi conteggi manuali. Analoghi problemi li troverà nel prossimo futuro il Comune, per accertare la correttezza dei calcoli da parte dei contribuenti, non disponendo di una banca dati sui redditi imponibili di quest’ultimi.

2) L’Imu applicata alle cosiddette case di lusso (categoria A/7, A/8 e A/9) utilizzate come prima casa, oggetto di una lunga battaglia della sottoscritta, è stata applicata con una aliquota dello 0,39%, con esenzione dalla Tasi e detrazioni per 200 euro oltre 50 euro per ogni figlio, con una percentuale addirittura più bassa delle case concesse in affitto ai sensi della legge 493/1993 a soggetti con redditi bassi e degni di tutela (aliquota 0,40%). Abbiamo cioè proprietari di grandi ville, case di lusso o castelli che a parità di rendita pagano una tassa sulla casa più bassa di quella applicata a soggetti con redditi ridotti ed oggetto di “aiuti” da parte di regione e comune.

3) Sempre considerando la tassazione delle case di lusso, in numerosi casi l’importo di Imu dovuto sulle case non di lusso concesse in uso gratuito ai figli risulterà più alta e ciò a causa di un distorto metodo di calcolo, che ha previsto un’aliquota notevolmente superiore pari al 1,03% ed una franchigia di 500 euro che porta dei vantaggi solo per le case di piccole dimensioni. Ci sono in pratica numerosi proprietari di appartamenti di circa 100 mq concessi in uso gratuito ai figli, che pagano lmu per importi superiori a soggetti intestatari di ville di lusso di 200-300 mq. Con l’aggravante che tali proprietari dovranno preventivamente depositare, presso il Comune, una autocertificazione in tal senso.

Mi sembra chiara l’incoerenza e la demagogia di questa amministrazione. Da una parte si definisce paladina della classi meno abbienti prevedendo una risibile detrazione di 50 euro di difficilissima applicazione e controllo; dall’altra “si dimentica” delle case di lusso, delle ville e dei castelli, applicando l’Imu con aliquote e/o basi imponibili ridotte rispetto a categorie di cittadini più degni di tutela.

Ricordo che nella mia ultima esperienza in consiglio comunale, come ho già ricordato unitamente al conigliere Ricci, oggi assessore della giunta Michelini, ho proposto di verificare ed incrementare le rendite catastali di numerosi immobili abitativi sicuramente di lusso, ma attualmente accatastati in categorie agevolate, come l’A/2 o l’A/7, tra l’altro, mi fu riferito all’epoca, già individuate dall’amministrazione comunale con particolari rilievi aereo-cartografici.

Con una semplice attività da organizzare unitamente all’agenzia del territorio, si sarebbero recuperate imposte per vari centinaia di migliaia di euro, riducendo contestualmente la pressione tributaria sulle case non di lusso, evitando inutili interventi con finalità esclusivamente demagogiche, che in alcuni e documentati casi, hanno portato a tasse sulla casa addirittura superiori per soggetti indubbiamente più degni di tutela, rispetto ai proprietari di case di lusso, ville e castelli.

Confido che l’attuale amministràzione voglia rivedere la propria posizione, intervenendo immediatamente attraverso la modifica dell’attuale sistema di calcolo e tassazione ed avviando tutte le procedure necessarie per far emergere finalmente le tante case di lusso, che oggi di lusso non sono solo per il catasto e per il pagamento dell’Imu. Tutto ciò senza raccontare la favola della futura revisione del sistema: da parte del governo Renzi, che sicuramente non potrà risolvere i problemi che ho brevemente descritto.

Antonella Stella


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