Roma – “Tesseramento Pd, di fronte a questi dati soffro”.
Ugo Sposetti non sembra indifferente al crollo delle tessere del Partito Democratico e l’ex tesoriere dei Ds esprime “tutto il suo dolore” in una intervista rilasciata all’Huffington post.
“Io di fronte a questi dati soffro – continua Sposetti . La tessera è un simbolo, ha un valore e ad essa devi dare un valore. È come la bandiera per uno Stato. La verità è che l’appartenenza è stata umiliata”.
Il crollo degli iscritti del Pd è al centro delle polemiche. Le tessere sono 100mila in tutta Italia, cinque volte meno del 2013 quando i tesserati erano 539mila 354. Per molti, a sparire è stata la base. Gli iscritti, i militanti e quelli che se la facevano autografare alle feste dell’Unità.
Il senatore è convinto che il partito sia stato umiliato. Anche dando un valore all’appartenenza. “Dal 2008 statuto e regolamento finanziario stabiliscono che la tessera la vai a prendere nel tuo circolo dando 20 euro. Non capisco. Con 20 euro non puoi costruire dentro di te, nel tuo animo, nel tuo sentire, l’appartenenza a una comunità che lotta. La tessera è una cosa importante, è un simbolo in cui si riconosce una comunità, è come la bandiera per uno Stato. Tu partito devi dargli un valore”.
Per Sposetti, i dati sono la conseguenza di una serie di errori commessi nella vita democratica. “Ma lei pensa che si governa il partito con gli hashtag, i tweet e quelle cose che non io ricevo e quindi non leggo? Che cosa è un partito: che chi non ha twitter sta fuori? Quindi io sto fuori?”.
All’ipotesi di una divisione del partito, però, Sposetti sembra andare su tutte le furie. “Se non stavi a telefono ti mettevo le mani al collo – ha detto Sposetti nell’intervista -. Voi ne parlate. Scindetevi voi. A me non si deve neanche porre la domanda. La scissione non si farà”.
