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Ammortizzatori sociali, situazione drammatica nella Tuscia

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Carlo D'Ubaldo, Maria Pia Pizzolante, Paola Marchetti, Loredana De Petris, Walter Tocci

Carlo D’Ubaldo, Maria Pia Pizzolante, Paola Marchetti, Loredana De Petris, Walter Tocci

Paola Marchetti

Loredana De Petris

Loredana De Petris

Walter Tocci

Walter Tocci

Carlo D'Ubaldo

Carlo D’Ubaldo

Maria Pia Pizzolante

Maria Pia Pizzolante

Antonio Capaldi all'incontro Sel

Antonio Capaldi all’incontro Sel

Carlo D'Ubaldo, Maria Pia Pizzolante, Paola Marchetti

Carlo D’Ubaldo, Maria Pia Pizzolante, Paola Marchetti

Viterbo – (g.f.) – Ammortizzatori sociali, nella Tuscia la situazione è drammatica.

A lanciare l’allarme è il segretario della Cgil D’Ubaldo all’incontro di ieri voluto da Sel sulla riforma del lavoro firmata Renzi.

“La situazione è drammatica – spiega D’Ubaldo – il ciclo della cassa integrazione ordinaria sta finendo, visto che le imprese del settore ceramico a Civita Castellana sono in crisi da tempo.

Per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga, basti pensare che la regione ha cominciato ora a erogare il primo trimestre 2014.

Io sto seguendo pratiche che riguardano ottobre 2013. Siamo già oltre la riforma degli ammortizzatori prevista dal governo, che intende cancellarli. Ci sarà solo la disoccupazione”.

Il job act è alle porte, il governo viaggia a grandi passi verso una riforma del lavoro contestata non solo in piazza, ma anche dentro il Parlamento.

Sel è fra i partiti che più d’altri si oppone alle scelte volute dal premier Renzi e ieri sera a Viterbo la coordinatrice provinciale Sel Paola Marchetti ha chiamato attorno a un tavolo a discutere, al Salus Terme, la senatrice Sel Loredana De Petris, Walter Tocci, deputato Pd, Carlo D’Ubaldo, segretario provinciale Cgil e Maria Pia Pizzolante, portavoce Tilt.

Contro la riforma del lavoro, ma non solo: “Ci sono anche altri aspetti – spiega Paola Marchetti – come il voler mettere in busta paga il tfr per aiutare le famiglie.

In questo modo sarebbero private di una piccola provvista che si trovano alla fine del percorso lavorativo, oltre a non usufruire più di una tassazione agevolata.

C’è poi il taglio drastico ai patronati, che non saranno più in grado di erogare prestazioni gratuite ai lavoratori”.


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