![]() Francesco Serra e Leonardo Michelini fuori dal Pd ![]() Goffredo Taborri |
Viterbo – (g.f.) – Nella crisi in comune s’inserisce anche il Nuovo Centrodestra.
La prossima settimana Goffredo Taborri vedrà i rappresentanti del partito e non è escluso che possano avanzare la richiesta per un assessorato.
“Mi devo incontrare con gli amici di partito – spiega Taborri – per decidere la linea politica verso l’amministrazione.
La situazione in comune non è nata dall’Ncd o da me.
Visto il momento e visto che facciamo parte di questa maggioranza e se la vogliamo consolidare, anche noi possiamo dare il nostro contributo, possibilmente stando nell’esecutivo”.
Chiedere è lecito, rispondere è cortesia.”Non prendo io questa decisione – precisa Taborri – mi vedrò con gli altri e decideremo.
Ci potrebbe anche essere questa richiesta. Noi chiediamo, poi chi deve decidere deciderà”.
La crisi in comune non si chiuderà dall’oggi al domani. “Con me il sindaco Michelini non ha ancora parlato – osserva Taborri – dobbiamo vederci”.
Sul fronte Pd, Francesco Serra punta sui nodi da sciogliere.
“Ci sono problemi di tipo amministrativo e su Viva Viterbo la questione è politica”.
In una domenica che dovrebbe portare consiglio al sindaco Michelini per arrivarne a capo. Anche se la faccenda più che chiarirsi, sembra complicarsi.
“Ci sono ragioni amministrative – precisa Serra – ad esempio l’igiene urbana, con il porta a porta da estendere a tutta la città.
Dal canto mio, ho proposto che se ne occupi una persona. Perché è il problema. Qualcuno prenda in mano la situazione, per sei mesi, un anno, facendo solo questo, perché la situazione va risolta.
Come? Ce lo dirà. Rivedendo il contratto o altro.
L’argomento è obiettivo del Pd ovunque, non solo a Viterbo”.
Non è tutto. “Ci sono le frazioni – osserva Serra – dove comunque stiamo lavorando, il termalismo dove forse siamo un po’ indietro.
Mi sarei aspettato qualcosa in più e prima. Sono i temi del Partito democratico, punti che abbiamo ribadito al sindaco Michelini”.
C’è poi il problema politico: “L’atteggiamento – precisa Serra – di Viva Viterbo, con sfumature diverse, ma per noi è dirimente”.
Si parla di scambi di deleghe fra gli assessori Ricci (Urbanistica) e Saraconi (Lavori pubblici).
“Non so – precisa Serra – se diciamo che Ricci sta svolgendo bene il proprio compito, ha senso spostarlo?”.
Serra non si sbilancia oltre, ma lo stesso discorso si potrebbe fare pure al contrario, in caso di assessori dai risultati sotto le aspettative.
Ma difficile aspettarsi scelte più nette.
In queste ore sembra affiorare anche la vicenda Cev. Due consiglieri di maggioranza chiamati a pagare, Tofani e Moltoni. Pure questo è un problema?
“Non confondiamo – precisa Serra – altrimenti rischiamo di fare confusione.
Ci sono situazioni dettate da norme di legge che vanno avanti. Su questa vicenda il comune deve fare degli atti e li ha fatti.
Io lo relego più a un fatto personale. E’ una cosa a parte. Mi rendo conto che possa generare nervosismo, per chi si trova in questa situazione. Ma direi che è un’altra partita”.
Al momento i due consiglieri di Oltre le mura hanno presentato ricorso. Dovranno fare una scelta, se pagare o rimanere in consiglio comunale.
Nella verifica s’inserisce anche il Nuovo Centrodestra. La prossima settimana Goffredo Taborri vedrà i rappresentanti del partito e non è escluso che possano avanzare la richiesta per un assessorato. “Mi devo incontrare con gli amici di partito – spiega Taborri – per decidere la linea politica verso l’amministrazione.
La situazione in comune non è nata dall’Ncd o da me. Visto il momento e visto che facciamo parte di questa maggioranza e se la vogliamo consolidare, anche noi possiamo dare il nostro contributo, possibilmente stando nell’esecutivo”.
Chiedere è lecito, rispondere è cortesia.”Non prendo io questa decisione – precisa Taborri – mi vedrò con gli altri e decideremo.
Ci potrebbe anche essere questa richiesta. Noi chiediamo, poi chi deve decidere deciderà”. La crisi in comune non si chiuderà dall’oggi al domani. “Con me il sindaco Michelini non ha ancora parlato – osserva Taborri – dobbiamo vederci”.

