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Belcolle, partono i lavori ma non ci sono i soldi per completarlo

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Viterbo - Comune - Asl - Atto aziendale

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Viterbo – Fra un anno, quando Belcolle sarà completato, in realtà non sarà completato. Non del tutto.

Manca sempre qualcosa per arrivare a mettere la parola fine all’ospedale di Viterbo. Due piani della struttura. Ci vogliono soldi.

Lo ha spiegato il commissario Asl Macchitella ai sindaci, presentando l’atto aziendale. Ma la speranza è l’ultima a morire. A dicembre dovrebbe essere firmato il contratto per aprire il cantiere.

Da quel momento in un anno i lavori dovrebbero essere conclusi. Nel frattempo, magari si riuscirà a trovare il finanziamento che manca.

“Tutto il corpo A3 interessato dall’appalto – spiega il commissario Luigi Macchitella – sarà completato, tranne un paio di piani. Non rimarranno grezzi, ma non saranno ultimati.

Ad esempio, non ci saranno i bagni, perché mancano i soldi. L’auspicio è arrivare alla fine con i soldi e completarlo del tutto”.

Dopo tutti questi anni, anche senza due piani andrebbe più che bene.

Nel presentare l’atto aziendale, Macchitella ha ricordato come per omogeneità, i distretti siano passati da cinque a tre. Il che comporterà un problema pratico: i cinque professionisti che non avranno più una direzione da dirigere. Andranno a ricoprire posti vacanti nella regione.

Cambia pure il numero delle unità operative. Meno complesse e più semplici e semplici dipartimentali.

“Ci siamo mossi – spiega Macchitella – affinché non ci fossero chiusure di servizi, che le attività fossero garantiti. Guardiamo alla prestazione e non alla presenza o meno di un responsabile, un titolo”.

Alla fine della presentazione deve esserci una valutazione da parte dei sindaci.

Ma fra sindaci e sindaci e fra sindaci e commissario, è scontro. C’è chi chiede tempo per analizzare l’atto e chi vuole andare subito al voto. Perché è prerogativa dei sindaci secondo i primi, perché è il solito teatrino della politica, per i secondi.

“Dovevamo essere sentiti preventivamente – dice Paolo Equitani, sindaco di Bolsena – è nostro compito discutere dell’atto e avere prima il tempo per analizzarlo”. Sulla stessa linea il collega Piero Camilli (Grotte di Castro): “Se non ci si consulta – osserva Camilli – è inutile venire qui a perdere tempo”.

Vuole tempo anche Angelo Cappelli (Capranica). Ma il commissario Macchitella fa notare che l’atto va presentato entro le 17 di lunedì in regione. Al massimo ci si può rivedere lunedì mattina.

C’è di più: “Questo atto aziendale – fa notare Macchitella – lo avete già affrontato, ne abbiamo già discusso, perché è lo stesso di un anno fa. Cambia solo il numero delle unità operative.

Io ho tempo fino a lunedì, rivediamoci. Ma se dobbiamo stare qui a discutere di unità operativa complessa o semplice, ho l’impressione che facciamo un errore di autoreferenzialità, che noi stiamo cercando di combattere, verso i nostri dipendenti.

Non è quello che serve ai cittadini. Quello che interessa alle persone non è all’interno dell’atto aziendale, ma nella conferenza dei sindaci, trovare le risorse per gli obiettivi e concretizzare i servizi ai cittadini, assumere il personale per far funzionare i servizi”.

E Mauro Mazzola (Tarquinia) tuona: “Noi politici chiacchieroni e inconcludenti – spiega Mazzola – stiamo a chiedere di rinviare un giorno, due giorni, dieci giorni prima di dare il nostro parere. E’ un gioco della politica. Dopo un anno siamo ancora qui, il piano è sempre questo e oggi siamo qui a chiedere ancora tempo”.

Poco importa. Diversi primi cittadini, in buona parte zona centrodestra, insistono per rinviare e non votare.

Da poche ore di tempo si arriva a chiedere qualche giorno. Cinque per Romoli (Bassano in Teverina), dieci per Aquilani (Vetralla).

Il presidente Michelini dopo una breve sospensione propone di rivedersi lunedì e a quel punto votare. Una mediazione che evita il peggio.

Soluzione di compromesso, ma a Equitani non va bene. Troppo poco tempo. Lascia la seduta e non vota la sospensione insieme altri suoi colleghi di centrodestra.

A lunedì mattina per l’ultimo atto. Aziendale.

Giuseppe Ferlicca


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