Sutri – Un corpo martoriato dalle coltellate. Tante. Molte più di quelle sei di cui si era parlato in un primo momento.
Su Brunilda Hoxha, la 31enne uccisa in casa a Sutri il pomeriggio dell’11 novembre, Agaj Asilan avrebbe infierito.
Rivelano questo le prime indiscrezioni sull’autopsia eseguita ieri pomeriggio al cimitero San Lazzaro di Viterbo. Per quattro ore il medico legale Giorgio Bolino, dell’Università La Sapienza di Roma, ha analizzato e sezionato il corpo della donna, massacrata dal compagno.
Se i fendenti a prima vista sembravano sei, tra la gola e il ventre, a un esame più accurato sono risultati molti di più. La lama di quel coltello da cucina, lunga almeno venti centimetri, avrebbe trapassato una ventina di volte il corpo della donna. Fendenti a raffica. Molti quasi sovrapposti.
Il perito nominato dal pm Chiara Capezzuto ha preso sessanta giorni di tempo per depositare la sua relazione.
Intanto, stamattina Asilan sarà interrogato dal gip Salvatore Fanti al carcere Mammagialla. Potrebbe anche avvalersi della facoltà di non rispondere.
L’arrestato non ha ancora avuto modo di spiegare il movente dell’omicidio. Dopo aver ucciso la 31enne, il pomeriggio dell’11 novembre, Asilan ha cercato di farla finita, prima tagliandosi le vene, poi ingerendo farmaci e candeggina. I carabinieri del nucleo investigativo, coordinati dal capitano Martufi, lo hanno trovato che vomitava e perdeva sangue. E’ finito in prognosi riservata al Gemelli. Aveva chiamato lui le forze dell’ordine, proprio come molti anni fa.
Nel 2001, Asilan uccise la moglie a picconate, sfondandole la testa. Subito dopo si era consegnato alla polizia municipale. Era uscito nel 2010 dopo nove anni di carcere.



