Viterbo – Danno erariale: il comune inserisce 800mila euro in bilancio. E’ una delle somme presenti in assestamento e discussa ieri mattina in commissione.
La somma che in base alla sentenza della Corte dei conti a palazzo dei Priori hanno inserito, la devono versare amministratori di consigliature passate, per la vicenda Cev.
Un’auto – grana per la maggioranza Michelini.
Perché fra quelli chiamati a risarcire ci sono anche due suoi consiglieri, Maurizio Tofani e Chicco Moltoni. Ottantamila euro ciascuno.
Fermo restando l’ultimo grado d’appello che i due esponenti Oltre le mura hanno presentato e che fra le possibili conclusioni c’è pure l’annullamento, l’avere messo nero su bianco la cifra, non è certo come avere fatto una carezza ai due. Anzi.
Se n’è accorto e l’ha fatto notare ieri mattina in commissione, anche Giulio Marini (FI): “C’è una sentenza – osserva Marini – ma il comune che atti ha predisposto per portarla a compimento?
Non ci sono state finora azioni di recupero.
Nel momento in cui le somme sono in assestamento di bilancio, i due consiglieri che ruolo avranno? Credo che sia stata scelta una strada politicamente scivolosa”. Di sicuro mette in una posizione difficile due esponenti della maggioranza.
“La somma – sostiene Marini – potevano appostarla eventualmente nel bilancio di previsione. Intanto passava un po’ di tempo e si capiva meglio la situazione”.
Da politico navigato, l’ex sindaco ha compreso quello che forse ad altri è sfuggito.
“E’ una situazione delicata – continua ancora Marini – io avrei fatto girare la palla almeno fino all’arrivo del fischio finale, invece questi vanno all’attacco subito.
Io mi chiedo, ma in consiglio comunale i due consiglieri interessati cosa faranno? Il bilancio non lo votano”.
Un bel problema. Politico, ma non tecnico.
“E’ una mera iscrizione figurativa – spiega il ragioniere capo Stefano Quintarelli – c’è un obbligo per effetto della sentenza notificata ai singoli soggetti. Esiste anche una delibera di giunta che nomina il responsabile per le azioni di recupero.
Non si può prescindere dall’iscrizione, per quanto in forma cautelare. Nell’attesa che si concluda l’ultimo passaggio.
Proprio per questo abbiamo messo come bilanciamento, un fondo rischi per l’identica somma. In caso d’annullamento della sentenza.
E’ stato fatto ricorso per incompetenza dell’organo giudicante. Esistono precedenti in cui il Consiglio di stato non ha riconosciuto la competenza della Corte dei conti.
Il fondo rischi serve proprio a garantirci nel caso in cui il credito non sia esigibile”.
Tecnicamente ineccepibile, politicamente una grana.
Giuseppe Ferlicca


