Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Acquarossa, la città di un Re, rinasce.
Dopo decenni di abbandono ritorna a mostrare l’ingegnosità e il lavoro dell’uomo etrusco che l’ha creata. Le scoperte avvenute in questo luogo così singolare per molti ed affascinanti aspetti ne fanno una pietra miliare per lo studio dell’architettura, della pittura e della scultura della storia dell’Etruria e della penisola italiana pre-romana.
Sabato 29 novembre sarà, infatti, inaugurato il nuovo percorso archeologico che partendo dalla base della collina porta al superiore pianoro dove gli Etruschi edificarono tutto un complesso palaziale.
In questo primo giorno la visita sarà riservata, ma il giorno successivo, domenica 30 sarà aperta a tutti e così sempre.
Il lavoro che ha originato il nuovo accesso e la meticolosa pulizia dell’area in cui sorgono abitazioni ed edifici particolari - la cosiddetta zona F - è stato eseguito dall’Istituto Svedese di studi classici di Roma in piena collaborazione con la soprintendenza e con il proprietario del luogo Raffaele Rocchi.
Si rinnova così quel fecondo rapporto tra i resti dell’abitato e il Museo nazionale etrusco della Rocca Albornoz che ospita e illustra i preziosi reperti degli scavi eseguiti negli anni ‘60 e ’70 del secolo scorso che videro la continua presenza del Re di Svezia Gustavo VI Adolfo e di membri della famiglia reale.
Il turista, l’appassionato, lo studioso potranno ora ben comprendere la realtà archeologica della zona palaziale di Acquarossa e la sua fedele ricostruzione nelle sale della rocca Albornoz.
Virtualità e realtà ora si incontrano e mostrano un tempo antico al quale tanto dobbiamo ancora oggi. Basti pensare alle coperture dei tetti delle nostre abitazioni e dei nostri templi.
E’ questo un primo importante passo nella direzione futura di un particolare Parco archeologico di questo territorio ove una intatta natura e opera dell’uomo si integrano in una affascinante sintesi.
Dopo questo primo lavoro altri ne seguiranno con la pulizia e la valorizzazione delle rimanenti importanti aree di scavo che hanno restituito diverse abitazioni che hanno confermato nella pianta e nella struttura quanto prima veniva dedotto dall’architettura delle tombe in particolare quelle di influenza cerite.
L’intervento sul luogo che si inaugura è comprensivo di una nuova serie di pannelli didattici bilingui che meglio faranno conoscere lâarcheologia e la storia di Acquarossa.
Anche quello che oggi è temporaneamente nascosto sarà così fatto conoscere ed apprezzare.
Intanto sta prendendo forma anche un progetto “ardito” e innovativo: quello di ricreare in altra parte della stessa altura in maniera fedele, due interi quartieri portati alla luce dalle ricerche svedesi.
Il progetto prevede un notevole elemento di comunicazione culturale quale la ricostruzione di abitazioni etrusche.perfettamente uguali a quelle ritrovate sia nei materiali, sia nelle forme e in ogni altro particolare architettonico.
Numerose altre iniziative sono in programma per portare Acquarossa ad essere un luogo particolare di sviluppo e valorizzazione turistica del territorio Viterbese e della Tuscia.
Paolo Giannini

