Viterbo – (g.f.) – Facchini di santa Rosa, oggi è il giorno del pranzo sociale.
Uno degli appuntamenti tradizionali in cui il Sodalizio si ritrova, occasione conviviale e non solo.
Quest’anno con una novità. Non in più, ma in meno. Dopo avere rotto con l’amministrazione comunale, come avevano annunciato gli stessi facchini, per la prima volta al tavolo non ci saranno rappresentanti di palazzo dei Priori.
Amministratori, ospiti evidentemente poco graditi. Non sono stati invitati. Un appuntamento per la prima volta autofinanziato.
I facchini pranzano in famiglia e del comune non c’è traccia. Oltre alle persone, nemmeno il logo.
Fra una portata e l’altra, si consegnano riconoscimenti ai facchini che fanno parte da anni del gruppo.
Dalle targhe è scomparso ogni riferimento al comune. Niente logo. C’è invece, quello della Banca di Viterbo che ha sostenuto la spesa quasi per intero delle targhe.
I facchini mantengono le distanze con i consiglieri di maggioranza.
E’ un caso che il pranzo sociale sia a Fabrica di Roma. Sarebbero troppo pochi i chilometri che separano il comune a sud di Viterbo con il capoluogo a simboleggiare la distanza che separa i facchini dal comune.
Non a caso il museo del Sodalizio è ancora chiuso. I facchini hanno solo una parola. Quando riceveranno i contributi arretrati che servono a mantenere la struttura aperta, riapriranno. Come successe a suo tempo con l’allora sindaco Marini.
