Viterbo – (f.b.) – Gianfranco Fiorita, il Riesame si riserva sulla scarcerazione.
E’ ai domiciliari dalla fine di ottobre il dentista viterbese che fece perdere le sue tracce per quasi quattro anni dal 2010. Ieri mattina il suo avvocato Roberto Alabiso ha spiegato ai giudici del tribunale del Riesame di Roma i motivi che lo hanno spinto a chiederne la liberazione.
“Il tribunale – spiega il legale – come immaginavamo si è riservato sulla decisione senza dare alcune scadenze. Nei prossimi giorni sapremo se Fiorita potrà tornare completamente libero o se resterà ai domiciliari”.
Il dentista è accusato di appropriazione indebita aggravata per una cifra quantificata dalla Procura in 660mila euro, tra quote di soci e anticipi dei clienti, alcuni rimasti con i lavori a metà.
Era il 14 ottobre del 2010. Gianfranco Fiorita doveva partire per uno stage in Sudamerica con un gruppo di tirocinanti, ma li lasciò a Fiumicino e si diresse in Paraguay dove è rimasto quattro lunghi anni. Nel 2012, è iniziato il processo a suo carico di fronte al giudice Eugenio Turco, ma lui non ha più messo piede in Italia fino a poche settimane fa.
Il primo settembre gli agenti della squadra mobile di Fabio Zampaglione lo hanno arrestato appena atterrato a Fiumicino e lo hanno portato nel penitenziario di Mammagialla, dove è rimasto fino al 27 ottobre. Poi il giudice Turco gli ha concesso i domiciliari e ora il dentista si trova in una residenza mantenuta segreta, che conoscono l’avvocato Roberto Alabiso e pochi altri.
Ora, dunque, resta pendente il ricorso al Riesame discusso dal legale ieri che potrebbe far tornare il professionista del Pilastro completamente libero.

