Viterbo – “I bambini piangono e nessuno si avvicina”.
Accorato appello di padre Maurizio Boa, missionario dei Cappuccini del Murialdo, molto conosciuto a Viterbo.
Dalle pagine del settimanale Vanity Fair, il religioso racconta quanto sia drammatica la situazione in Sierra Leone, una lotta quotidiana contro miseria, fame e la terribile piaga dell’ebola.
Don Maurizio conosce bene la realtà di un paese allo stremo, dove presta la sua opera con altri volontari, da quasi venti anni. Da diciassette va a dire messa a Waterloo Camp.
“E’ una sofferenza che ci vede impotenti – scrive padre Maurizio – dalle case chiuse chiedono cibo, acqua, aiuto. Chi darà loro da mangiare? Chi si occuperà dei bambini e dove?
Venerdì sono andato con venti sacchi di riso, quindici di cipolle e una tanica d’olio, pensavo d’avere portato qualcosa, disperatamente mi sono accorto di non avere portato niente.
Oltre a me nessuno è venuto in aiuto di questa gente. Manca tutto e nessuno interviene.
I bambini piangono e nessuno li consola, sono sporchi, nessuno li lava, hanno fame, voglia di sicurezza e affetto; non c’è nessuno per loro, solo ebola e la sua volontà di morire”.
A rientrare don Maurizio non ci pensa. “Oggi più che mai – scrive – sono determinato a restare e sarà quel che sarà.
In Italia? Guardato con sospetto, forse anche con paura? No, è meglio qui, con i miei ragazzini, qui sto bene, è il mio posto, la mia vita è qui. E ringrazio Dio con tutto il cuore.
Aiutatemi, però, aiutatemi ad aiutare questa gente. Da solo non ce la faccio. Il contributo di tutti, anche se piccolo può fare la differenza. Grazie”.
Per inviare aiuti a padre Maurizio Boa: www.murialdoworld.org

