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“Tre impegnative rifiutate al cup, dove sta la semplificazione?”

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Roberto Talotta

Roberto Talotta

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Direttore, io sottoscritto Roberto Talotta, in qualità di “cittadino-utente” dichiaro quanto segue:

In data odierna mi sono recato agli sportelli cup della Cittadella della Salute per prenotare tre visite oculistiche per me e per miei parenti, presentando regolarmente impegnative mediche, due con data 31 ottobre 2014, l’altra 12 novembre 2014;

dopo una attesa di circa 30 minuti, l’operatrice dello sportello, mi comunicava le date utili per tali visite specialistiche che potevano essere prenotate per i mesi di novembre o dicembre 2015, ma la stessa operatrice respingeva le impegnative mediche, senza procedere alla prenotazione, in quanto le date apposte sulle stesse non consentivano più tale operazione e, pertanto, si rendeva necessaria la prescrizione di altre impegnative con diversa data;

ritenendo del tutto inutili e paradossali i chiarimenti che mi sono stati forniti nel tentativo di giustificare delle motivazioni che hanno indotto al rigetto di quanto da me richiesto, resta il fatto che se il sistema di prenotazione attuale, voluto dalla Regione Lazio, determina tali assurdi e insopportabili casi della peggiore “burocrazia sanitaria”, tanto da costringere l’utente a sottoporsi a numerose file d’attesa nei locali della ASL e nello studio del medico curante per richiedere altre impegnative con date diverse, allora dobbiamo parlare di norme strampalate che, se da una parte dimostrano l’incapacità di essere semplici ed efficaci, dall’altra mettono a dura prova la pazienza e il senso critico della gente che si trova di fronte a tali assurdità;

inoltre, con questa regola di prenotazione, non è detto che anche una nuova impegnativa riesca ad essere accettata quel giorno perché, magari, trova la lista chiusa per esaurimento prestazioni.

No, direttore Macchitella, così non può essere e pur consapevole che certe responsabilità non fanno capo a lei, resta il fatto che nella Asl di Viterbo vige un sistema di prenotazione che crea una mare di problemi alla gente e, cioè, alle persone che pagano regolarmente le tasse e i ticket sanitari e non sono per niente disponibili a sottoporsi a lunghe ed estenuanti attese, né per una visita specialistica, né nello studio del medico di base chiamato a scrivere impegnative a non finire solo per una questione di date.

Di sicuro io non farò così, a costo di rinunciare alla visita con lo specialista della Asl e provvederò in maniera più opportuna per tutelare la mia salute e quella dei miei famigliari, convinto come sono che il sistema di prenotazione della Regione Lazio non riuscirà a venire incontro alle sacrosante esigenze dei cittadini, perché tutto l’apparato và congegnato per facilitare l’accesso alle prestazioni che offre la sanità pubblica e non con l’impianto di un contesto peraltro alquanto discutibile che, come già verificato, muove numerosi utenti verso gli studi privati, naturalmente accessibili a coloro che se lo possono permettere.

Tutto questo alla faccia della decantata “sempificazione burocratica”

Roberto Talotta


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