Viterbo – Scappare in Africa pur di non restare in Italia. Un caso di fuga di cervelli che ha del clamoroso.
In collegamento Skype da un altro continente. Inizia così il confronto tra Pietro Ichino e i sindacati organizzato dal consigliere regionale Riccardo Valentini venerdì pomeriggio alla Unionprinting di Viterbo.
Lei si chiama Ilaria Buscaglia, ed è un’antropologa di Novara. In Italia non avrebbe mai trovato lavoro come ricercatrice oppure sarebbe stata costretta ad accordarsi, ad aspettare il suo tempo prima di entrare in qualche dipartimento universitario.
Un tempo che forse non sarebbe mai arrivato. Ilaria ha preferito andarsene in Ruanda dove è stata assunta e oggi lavora presso il Centro studi di genere dell’Università Ruandese. Vengono in mente i versi di una vecchia canzone di Gaber: “Peggio che da noi, solo in Uganda”. Versi che però risuonano così: “Meglio che da noi, perfino in Ruanda”.
Riccardo Valentini porta i sindacati in fabbrica. I segretari generali di Cgil, Cisl, Uil del Lazio: Claudio Di Bernardino, Andrea Cuccello e Pierpaolo Bombardieri, quest’ultimo anche segretario nazionale dell’Unione Italiana del Lavoro.
“Innovazione, Lavoro e Territorio”, dalla Tuscia all’Europa, esperienze e buone pratiche per superare la crisi. Un confronto, dalla mattina al pomeriggio, all’interno della Unionprinting di Viterbo. Circa quattrocento in tutto i presenti. Dalle 15.30 alle 17 gli uni di fronte all’altro sindacati e Pietro Ichino, quest’ultimo in collegamento Skype.
Al centro del dibattito, Jobs Act e diritti dei lavoratori. A moderare l’incontro, il consigliere di Per il Lazio, Riccardo Valentini, che ha voluto e organizzato l’intera giornata. Due appuntamenti per due distinte platee in sinergia tra loro. Circa 400 persone in tutto. In mattinata, storie e opportunità.
Best Practices della Tuscia che con investimenti e qualità stanno affrontando la crisi. Dodici esperienze in tutto: start up innovative, tecnologie dell’empowerment, esperienze di condivisione, cooperazione e agricoltura. Tra un’esperienza e l’altra, il collegamento – direttamente con Londra – con Filippo Addarii della Young Foundation, leader mondiale nel campo dell’innovazione sociale. Con loro, anche l’assessore regionale al lavoro della Regione Lazio, Lucia Valente. A far da cornice, gli allestimenti dell’Istituto Superiore Francesco Orioli di Viterbo, che ha fatto dell’innovazione uno dei punti cardine della didattica, e la mostra su Sauro Sorbini, fondatore della Unionprinting.
Subito dopo l’esperienza ruandese, tocca a Ichino.
“Il Job Act vuole cambiare il sistema di protezione affinché possa applicarsi a tutti: lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi che oggi non hanno alcuna alcuna tutela”.
Non la pensa così Di Berardino della Cgil. “Il Jobs Act non ci piace. E’ il solito vecchio intervento sulle regole che non ha mai portato ad alcuna forma di crescita, determinando invece una ulteriore precarizzazione del mercato del lavoro. Non solo – ha sottolineato poi il segretario regionale – ma abbiamo anche un governo che rifiuta ogni tipo di confronto con le parti sociali. Un governo che decide da solo senza cogliere le vere esigenze del mondo del lavoro”.
Seduti in sala i segretari generali delle rispettive camere sindacali viterbesi: Carlo D’Ubaldo della Cgil, Rosita Pellecca della Cisl e Giancarlo Turchetti della Uil Viterbo. Con loro anche Miranda Perinelli della segreteria regionale del sindacato della Camusso.
Non è mancata neanche la politica locale, venuta forse per capire cosa e chi è diventato Riccardo Valentini. Da “semplice” – si fa per dire – consigliere del listino di Zingaretti, all’uomo che t’organizza un evento sul mondo del lavoro in periferia, in fabbrica, a diretto contatto con cittadini e territorio. Tra i presenti, il sindaco Leonardo Michelini, Sandro Mancinelli, Francesco Serra, qualche fioroniano qua e la’, Giacomo Barelli e mezza Viva Viterbo. Infine, il segretario provinciale del Pd, Andrea Egidi.
“Lo statuto dei lavoratori – ha spiegato invece Pierpaolo Bombardieri – ha riequilibrato il rapporto tra datori di lavoro e lavoratori. Il Jobs Act lo sposta di nuovo a tutto vantaggio dei datori di lavorato. E non è vero che le aziende assumono se è più facile licenziare. Il Jobs Act è solo un indebolimento delle tutele dei lavoratori”.
Non la pensa così Andrea Cuccello, neo segretario della Cisl Lazio, viterbese. E questo spiega perché la Cisl non aderirà allo sciopero generale indetto solo da Cgil e Uil per il 12 dicembre, anniversario della strage di piazza Fontana. “Non mi è piaciuto il metodo che ha portato al Jobs Act, perché non c’e’ stato confronto. Scendendo però nel merito, vedo molte delle proposte avanzate a suo tempo dalla Cisl. Ad esempio la possibilità di avere l’estensione del diritto alla maternità per le donne. Oppure la Tax Credit per le donne svantaggiate. Oppure la ricollocaziobe del personale”.
Secca la risposta del senatore Ichino. Lo sciopero contro il Jobs Act non è altro che “uno sciopero contro la possibilità di eliminare l’ingiusto dualismo tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi”.
“Dobbiamo ripartire dal lavoro e dalla sua dignità – ha poi concluso il capogruppo regionale di Per il Lazio, Riccardo Valentini – ripartire dalla certezza dei diritti e costruire reti per mettere a sistema tutte quelle esperienze che investono sulla sinergia tra innovazione, lavoro e territorio. Non una dichiarazione d’intenti, ma l’impegno che stiamo portando avanti e che oggi ha visto il suo primo importante appuntamento”.






