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L’arte di contar storie… passeggiando

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Riccardo Valentini e Antonello Ricci

Riccardo Valentini e Antonello Ricci 

Viterbo – Mi limiterò qui a ribadire quanto questo 2014 – per tutte le nostre iniziative, en plein air e non solo – sia stato generoso e ricordatoro. Anzitutto per il cospicuo incremento in termini di partecipazione e di consensi di pubblico. Qualcuno ha anche principiato a farci il verso: buon segno.

Poi per la entusiasmante accelerazione (in termini di avventura creativo intellettuale) impressa dal nuovo ciclo alla già soda esperienza maturata nel corso del 2013.

Infine perché (a sorpresa) siamo stati – finalmente! – intercettati da (inediti e qualificati) segnali di attenzione istituzionale.

Da una parte l’Università Agraria di Tarquinia, nella persona del presidente Alessandro Antonelli, che sta traghettando con decisione il felice rapsodico successo di alcune passeggiate/racconto estive in un lungimirante progetto di Banca del Racconto nuovo di zecca per Tarquinia: per una messa a fuoco pubblica e condivisa (attraverso la messa-in-valore del patrimonio di narrazioni che la comunità locale racconta oggi di sé al mondo e a sé stessa) sulle prospettive di coesione identitaria del campanile maremmano indaffarato-inquieto intento a costruirsi il suo domani.

Dall’altra Riccardo Valentini, attualmente capogruppo di Per il Lazio alla Pisana (ma anche e soprattutto altro, molto altro): il quale (senza se e senza ma) si è innamorato (e ha inteso scommettere sulle valenze pedagogiche e identitarie, culturali e turistiche) del metodo elaborato nel tempo da La Banda del Racconto per una patrimonializzazione dei “focolari” narrativi (e quindi dei paesaggi) di Viterbo e della Tuscia.

Un concreto impegno istituzionale, quello di Valentini, nella convinzione che tali saperi di “artigianato” metanarrativo, tali modi di ascoltare il territorio e raccontarlo – e contribuire così a mantenerlo paesaggio civile e consapevole di sé– un tale bagaglio conoscitivo accumulato e affinato in più di vent’anni di attività pubblica possa essere trasmesso alle più giovani generazioni di ricercatori locali e operatori culturali e del sociale: Valentini sta infatti promuovendo un ciclo di workshop di formazione sul territorio per l’anno 2014-15 in vista di un vero e proprio master (ospitato nella cornice dell’Unitus e svolto e in sinergia con l’ente di ricerca) destinato a formare futuri narratori di comunità. Figura preziosa, quella del narratore di comunità, stampigliata sulle due facce di un’unica medaglia: rafforzamento consapevole della identità delle comunità locali da un lato, marketing turistico-culturale del territorio dall’altro.

Il lettore si renderà presto conto inoltre, che in questo nuovo libro – forse anche perché dall’anno scorso il sottoscritto ci deve aver preso gusto – sempre più a briglia sciolta è stata concessa ai divertimenti della fantasia letteraria e ai paradigmi/sintassi dell’immaginario (privato e di comunità, pubblico e familiare).

Alla natura fantasmatica, “scivolosa” del passato. Alla qualità consolatoria dell’idea di memoria che ne discende. Al tempo perduto dunque, a quello ritrovato. Mentre i luoghi in-carne-e-ossa hanno sempre più teso a congedarsi dal centro della scena, scivolando sullo sfondo, quasi in penombra. Nella sempre più chiara (e ferma) convinzione che per valorizzare un territorio – per farne un vero paesaggio – non può bastare saperla lunga: le nostre “storie” bisognerà pure impararle a raccontare…

Anche quest’anno, comunque – come sempre – ingrediente indispensabile per una pietanza più saporita sono risultate le voci e il corpo in scena (in situ) dei miei amici e sodali della Banda del Racconto: Pietro Benedetti e Olindo Cicchetti sopra tutti, ma anche Michela Benedetti, Sara Grimaldi, Edoardo Mantelli e Alfonso Prota. Nonché la benigna, complice “onnipresenza” di Luciano Marziano e Marco D’Aureli. Senza dimenticare le accattivanti percussioni di Roberto Pecci.

Antonello Ricci


Non sono passati sette mesi dalla fortunata pubblicazione de Il libro delle passeggiate 2013 che ecco – fresca di torchio – la nuova fatica peripatetico-letteraria di Antonello Ricci: Il secondo libro delle passeggiate (e altre bagattelle narrate per l’anno 2014), Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2014, pp. 172, 52 foto b/n, euro 15.

Impreziosito dagli scatti “itineranti” di Ghaleb (fotografo di vaglia oltreché editore) nonché dalla prefazione di Carlo Galeotti e da uno scritto di Riccardo Valentini, il volume raccoglie le fantasie letterarie composte e pubblicate da Ricci in occasione delle numerose passeggiate/racconto realizzate con buona sorte nel corso di questo 2014.

Il secondo libro delle passeggiate sarà presentato a Viterbo giovedì 20 novembre (ore 17.30) presso la biblioteca del Centro per gli Studi Criminologici a palazzo Grandori (ingresso su piazza San Francesco 2). Insieme con l’autore si ritroveranno a discuterne Carlo Galeotti, direttore di Tusciaweb.eu, e Riccardo Valentini, capogruppo di Per il Lazio al parlamentino della Pisana.

Sarà una buona occasione anche per cominciare a riflettere sulle politiche di patrimonializzazione culturale sia in direzione di un rafforzamento delle identità locali che per una virtuosa promozione turistica del territorio: dall’imminente 2015 Anno degli Etruschi – I pirati della bellezza (iniziativa ideata da Tusciaweb e realizzata in sinergia con Unitus e Caffeina) ai Narratori di Comunità (sul tema è previsto per fine novembre a Civita Castellana un primo workshop sperimentale finanziato dalla Regione e realizzato dalla Banda del Racconto in sinergia con l’Unitus).

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il centro per gli Studi Criminologici. Introdurrà Rita Giorgi direttrice scientifica del CSG.


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