Viterbo – E’ indagato per aver maltrattato ripetutamente la figlia adolescente.
La 14enne è stata sentita ieri in audizione protetta. L’incidente probatorio, chiesto per cristallizzare il racconto della giovane, non è risultato pienamente conforme alla denuncia sporta un anno fa.
Nella segnalazione alle forze dell’ordine, la ragazza avrebbe raccontato fatti precisi che denotavano l’irruenza del padre. Una volta le avrebbe strappato una collanina dal collo. Un’altra ancora avrebbe scaraventato il suo cellulare dentro il camino.
Ma ieri, davanti al gip Franca Marinelli, è parsa meno convinta. Forse per emozione o per paura, è parzialmente ritornata sui suoi passi, alleggerendo le accuse contro il padre. Gli schiaffi, che nella denuncia erano all’ordine del giorno, sarebbero diventati sporadici e finalizzati, più che altro a correggere comportamenti sbagliati. Almeno, così avrebbe detto la ragazza, difesa dall’avvocato Carlo Taormina, curatore il collega Fausto Barili.
A difendere l’uomo, muratore sulla cinquantina, c’è invece l’avvocato Elena Gallo.
Dopo la chiusura dell’incidente probatorio, gli atti sono tornati al pm, per la chiusura delle indagini.
