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Carabinieri a caccia dell’arsenale di armi

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Ronciglione - Operazione Mamuthones - Sopralluogo di carabinieri e vigili del fuoco - Una unità cinofila

Ronciglione – Operazione Mamuthones – Sopralluogo di carabinieri e vigili del fuoco – Una unità cinofila

Ronciglione - Operazione Mamuthones - Sopralluogo di carabinieri e vigili del fuoco

Ronciglione – Operazione Mamuthones – Sopralluogo di carabinieri e vigili del fuoco

Ronciglione - Operazione Mamuthones - Sopralluogo di carabinieri e vigili del fuoco

Ronciglione – Operazione Mamuthones – Sopralluogo di carabinieri e vigili del fuoco

Ronciglione - Operazione Mamuthones - Sopralluogo di carabinieri e vigili del fuoco

Ronciglione – Operazione Mamuthones – Sopralluogo di carabinieri e vigili del fuoco

Ronciglione - Operazione Ronciglione - Operazione Mamuthones - Sopralluogo di carabinieri e vigili del fuoco - Una unità cinofila

Ronciglione – Operazione Ronciglione – Operazione Mamuthones – Sopralluogo di carabinieri e vigili del fuoco – Una unità cinofila

Ronciglione – Nuovo sopralluogo in casa dei fratelli Medde (fotocronacaslide).

Carabinieri, vigili del fuoco e unità cinofile sono arrivati alle prime ore di ieri alle case popolari di via Aldo Moro a Ronciglione.

Cercavano armi. Tutte le armi detenute illecitamente di cui parlano gli stessi indagati nelle intercettazioni dell’operazione Mamuthones, l’inchiesta che ha sgominato la banda di 13 persone, quasi tutti sardi, accusati di incendi a scopo estorsivo e furti.

L’appartamento in cui vivono i fratelli Salvatore, Giovanni e Giuseppe Medde è stato ispezionato da cima a fondo, anche con l’aiuto dei cani.

I vigili del fuoco sono arrivati con la terna: un grosso escavatore da utilizzare nell’eventualità di una perquisizione approfondita nelle pertinenze dell’abitazione. Ma il controllo con cani e metal detector è risultato negativo: non hanno rilevato nulla neppure nel boschetto dietro casa.

Se i pastori tedeschi delle unità cinofile avessero fiutato qualcosa, i pompieri avrebbero iniziato a scavare.

La perquisizione è continuata a Castel Sant’Elia, dove abita Gavino Medde, accusato di associazione a delinquere insieme al fratello Salvatore e agli altri indagati Pier Paolo Mulas e Mario Tatti.

Ai Medde, nell’ultimo arresto dell’operazione Toro Loco del 2009, sempre per danneggiamenti e incendi a scopo intimidatorio, era stato trovato un grosso arsenale di armi. In casa tenevano un’ascia, una mannaia, sei coltelli a serramanico, un pugnale, un coltello con lama retrattile e un noccoliere.

Stavolta si cercano, invece, fucili e pistole. Sull’esito dei sopralluoghi c’è il massimo riserbo.

 

 


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