Viterbo – (f.b.) – Minacciò conoscente con un coltello al Sert, condannato.
Era il 12 maggio del 2008 quando due ragazzi, entrambi in fila per il metadone al Sert (servizi per la tossicodipendenza) di Viterbo, si sarebbero accapigliati per un vecchio conto in sospeso. Più che una lite, però, si è trattato di un’aggressione di uno nei confronti dell’altro. Aggressione che lo ha fatto arrivare in tribunale, accusato di tentata estorsione e porto d’arma.
Prima della sentenza è stato ascoltato in aula l’ultimo testimone del processo, la vittima dell’episodio di sei anni fa.
“Ricordo che stavo in fila in attesa del metadone – ha spiegato ai giudici – ed è entrato un ragazzo che aveva in mano mi pare un paio di forbici, comunque un arma da taglio. Me l’ha puntata contro urlando che gli avevo rubato 5 o 7 grammi di cocaina e che rivoleva indietro i soldi. Io mi sono spaventato e mi sono chiuso nella prima stanza che ho trovato, quella di un medico, per sfuggirgli”.
Subito dopo anche l’imputato ha voluto sottoporsi all’interrogatorio.
“Facevo uso di metadone all’epoca – ha detto -. Per fortuna ora sono uscito dal tunnel della droga e sto meglio, ma in quel periodo stavo male e poi mi sentivo “fregato” da quella persona. Avevamo comprato della cocaina insieme e lui era sparito con alcuni grammi senza darmi i soldi. Quindi sono entrato innervosito e ci siamo spintonati. Non ho puntato alcun coltello però, ne avevo uno in tasca perché lo usavo per lavoro e durante la lite mi è caduto a terra”.
I giudici del collegio, presieduto da Eugenio Turco, Rita Cialoni e Pierluigi Nisi a latere, hanno concesso al ragazzo le attenuanti generiche, come chiesto anche dal pm Paola Conti, e lo hanno condannato a un anno e otto mesi di reclusione e 300 euro di multa per la tentata estorsione. Quanto al possesso di arma, il reato era già prescritto.
