Bagnaia – Si è accasciata davanti al figlio di 9 anni mentre facevano colazione. E’ morta così Carla G., 45enne di Bagnaia.
Stava seguendo una cura dimagrante a base di pasticche quando il suo cuore si è fermato nell’aprile 2011. Nessun sintomo, per quella morte tanto improvvisa quanto straziante. Solo l’indizio di un presunto collegamento tra il decesso e la cura dimagrante.
Per questo, nel registro degli indagati per omicidio colposo è finito il dietologo romano che la seguiva nei mesi in cui la donna aveva iniziato a rivedere le sue abitudini alimentari.
La procura ha chiesto l’archiviazione. Ma il marito, il figlio e la sorella si sono opposti. E ieri le parti, rappresentate dagli avvocati Giuliano Migliorati (familiare della donna) e Andrea Danti (dietologo), hanno discusso davanti al gip Franca Marinelli.
Se il pm Franco Pacifici chiede la chiusura del fascicolo, è in base ai risultati della relazione del suo consulente: il medico legale che ha eseguito l’autopsia riconduce la morte della donna a un’aritmia. Ma secondo i familiari, parte offesa, sempre in sede di autopsia, non sarebbero state verificate le condizioni dei singoli organi, come la tiroide, sulla quale quelle pasticche avrebbero una particolare incidenza.
Secondo il legale della parte offesa, inoltre, non sarebbe stata fatta un’anamnesi familiare della donna: il padre era cardiopatico. Non si sarebbe tenuto conto di questo, nella somministrazione delle pasticche.
Per la difesa, invece, la relazione sull’autopsia è più che completa, con un’integrazione e due consulenze tossicologiche, secondo le quali la quantità di farmaci assunta sarebbe stata insufficiente a provocare effetti collaterali gravi o addirittura letali.
Il gip si è riservato. Potrà archiviare, disporre nuove indagini o ordinare al pm di formulare l’imputazione.
