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“Sono due le domande non ammissibili…”

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Paolo Simoni

Paolo Simoni

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio direttore, mi preme fare alcune precisazioni sull’articolo pubblicato dalla vostra testata dal titolo “Domanda sbagliata persi 160mila euro di contributi” a firma di Giuseppe Ferlicca.

Prima di tutto è essenziale dire che nessuna domanda è stata sbagliata come nessuna domanda è stata bocciata (come affermato poche righe più avanti).

Affermare questo è fare un torto agli uffici e ai tecnici che hanno lavorato con passione e competenza affinché il comune di Viterbo, per la prima volta dal 2007, potesse aderire a fondi europei che già esistevano dal 2007 e di cui nessuna si era preoccupato di fare domanda.

Delle quattro pratiche presentate dal comune di Viterbo, ripeto, nessuna è stata bocciata due sono state approvate e due sono state giudicate non ammissibili “in quanto non risultano perseguiti gli obiettivi previsti dalla misura nella sua articolazione” come giustamente riportato.

Nella scelta degli acquedotti si era infatti data la priorità a delle zone alle porte della città non provviste di quello che io considero non un servizio primario ma un bene indispensabile.

Tali zone presentavano anche una certa densità abitativa, dove i nostri concittadini non hanno utenza di acqua.

Mi assumo la responsabilità politica di questa scelta (sono abituato, tanto per usare un eufemismo, a metterci la faccia), e la rifarei, perché ho cercato di usare soldi europei per portare l’acqua non solo ad aziende agricole ma anche a concittadini che non possono godere di questo bene.

Vorrei ricordare anche che a una domanda non ammissibile è possibile fare ricorso, mentre una domanda bocciata è respinta senza possibilità di appello.

Nei prossimi giorni vaglieremo se fare ricorso esaminando anche la graduatoria uscita e valutando anche la finanziabilità dei nostri progetti rispetto ai fondi stanziati.

Sono pronto a ogni ulteriore chiarimento.

Paolo Simoni
Consigliere comunale gruppo “Oltre le mura”


Prendiamo atto della precisazione da parte del consigliere Simoni. E che quindi le domande non ammesse sono due e non una come riportato dall’articolo. Appare evidente, poi, che bocciatura è un termine giornalistico per dire esattamente la stessa cosa: non ammesso. Per i Psr, fra l’altro, il termine bocciatura non esiste. Le domande sono ammesse o non ammesse, finanziabili o non finanziabili. Per i Psr, come per qualsiasi altra cosa in Italia, infine, si può fare ricorso. Basta rivolgersi al Tar.

Giuseppe Ferlicca

 

 

 


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