![]() Luigi Macchitella, commissario straordinario della Asl |
![]() Una pattuglia della polizia |
Viterbo – C’è anche il commissario straordinario Asl Luigi Macchitella tra i destinatari dei decreti di perquisizione dell’inchiesta sul caro estinto.
Ieri mattina, gli agenti della squadra mobile hanno bussato alla sua porta verso le 7. “Hanno portato via solo un foglio di carta di un avvocato. Nient’altro – dichiara il numero uno dell’azienda sanitaria viterbese -. Si sono trattenuti circa un’ora. Una cosa tranquilla, nessun problema”.
Come riporta la nota diramata ieri dalla questura di Roma, gli investigatori cercavano documenti riguardanti “l’aggiudicazione di gare d’appalto pubbliche presso alcuni importanti nosocomi capitolini”. Gare presumibilmente pilotate, finite al centro di “due distinte indagini, condotte dalla squadra mobile” di Roma.
Che Macchitella fosse coinvolto nell’inchiesta sul caro estinto si sapeva già da marzo. I reati ipotizzati a vario titolo dalla procura di Roma vanno dall’associazione a delinquere al concorso in corruzione, passando per truffa, falso e turbativa d’asta. Il commissario straordinario della Asl di Viterbo dice di ignorare quali siano le contestazioni precise che gli inquirenti gli muovono: “Non lo so perché non mi hanno comunicato niente, non ho idea se era scritto nel decreto di perquisizione. Ho comunque fiducia nella magistratura e aspetto che le indagini facciano il loro corso”.
I fatti per cui Macchitella è inquisito non riguardano in alcun modo la Asl di Viterbo, ma si riferiscono al periodo in cui era direttore generale dell’azienda ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma.
Sono in tutto 26 i decreti di perquisizione spiccati dai pm Erminio Amelio e Corrado Fasanelli. All’operazione di ieri mattina hanno partecipato più di cento poliziotti.
Anche la squadra mobile di Viterbo è stata delegata agli accertamenti. Gli agenti guidati da Fabio Zampaglione hanno perquisito l’abitazione dell’altro indagato Gianluca Cascone, 51enne residente a Viterbo e amministratore di una società di servizi funebri. La sede della sua agenzia, anche quella passata al setaccio, si trova a Roma. I poliziotti viterbesi hanno acquisito supporti informatici, contratti e documenti utili al prosieguo delle indagini.
Altre perquisizioni sono scattate in provincia di Macerata, Ascoli Piceno e L’Aquila.
– Business della morte, perquisizioni anche a Viterbo

